Politica

Musk accende lo scontro politico in Italia

 

di Viola Scipioni

 

«These judges need to go» (trad. «questi giudici devono andarsene»),sono queste le parole di Elon Musk sul suo social network, X, ad aver acceso il dibattito pubblico italiano negli ultimi giorni. Solo cinque parole, a quanto pare, sono bastate a numerosi analisi politici per comprendere quale sarà il futuro dell’Italia nei prossimi quattro anni di presidenza Trump negli Stati Uniti.

Musk ha commentato in questo modo la sospensione della convalida del trattenimento dei 7 migranti del Cpr di Gjader, provenienti dall’Egitto e dal Bangladesh. Una frase breve che racchiude significati profondi, specialmente in ambito del nostro governo, che ora si ritrova con un Presidente oltreoceano che rappresenta ideali radicali, molto lontani dal moderatismo – soprattutto in campo estero – del governo Meloni. Il giorno successivo al post, il miliardario avrebbe continuato a discutere della faccenda sul suo social, sottolineando come la situazione, a parer suo, sia «unacceptable» (trad. «inaccettabile»). «Do the people of Italy live in a democracy or does an unelected autocracy make the decisions?» (trad. «gli italiani vivono in una democrazia o sono autocrati non eletti a prendere le decisioni?» ha continuato poi Musk, facendo addirittura preoccupare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in una nota dal Quirinale ha fatto sapere come «l’Italia sa badare a se stessa nel rispetto della Costituzione». «Chiunque, particolarmente se in procinto di assumere un ruolo di governo di un Paese amico e alleato, deve rispettarne la sovranità e non può attribuirsi compito di impartirle prescrizioni» ha concluso il Presidente, dando voce a molte opinioni degli italiani. Musk d’altro canto ha detto di sperare di incontrare presto Mattarella, incuriosendo sicuramente gli attori della politica italiana e non solo.

Matteo Salvini, uno dei pochi connazionali ancora festante per l’esito delle elezioni negli Stati Uniti, ha immediatamente commentato la vicenda in inglese sul social di Musk, riprendendo proprio il suo post: «Elon Musk is right. On December 20, I could receive a SIX-YEAR PRISON sentence for stopping the landings of illegal immigrants in Italy when I was Minister of the Interior. From an international perspective, all of this appears even more unbelievable» (trad.«Elon Musk ha ragione. Il 20 dicembre potrei ricevere una condanna a SEI ANNI DI PRIGIONE per aver fermato gli sbarchi di immigrati clandestini in Italia quando ero Ministro dell’Interno. Da una prospettiva internazionale, tutto questo appare ancora più incredibile»). Per il “Capitano” ogni occasione è buona pur di ricevere l’attenzione o forse l’aiuto per l’imminente processo Open Arms: evidentemente, non è bastato l’appoggio di tutti i leader di estrema destra a Pontida dello scorso mese, dove Salvini ha avuto modo di ribadire nuovamente la sua innocenza.

Al momento, Giorgia Meloni ha commentato solo le parole di Mattarella, rimanendo neutrale e concordando con il Presidente, soprattutto perché sa che quasi sicuramente si ritroverà a fare i conti con un futuro in bilico, a maggior ragione per il fronte delle ideologie. La premier spera che con l’elezione di Trump, il nuovo Presidente degli Usa e Musk le affideranno il compito di mediatrice europea, una figura in grado di muoversi più pesantemente nello scacchiere occidentale al fine di gridare più forte nelle orecchie dei leader a Bruxelles. Ma forse questa elezione non sarà nient’altro che un modo come un altro per ridicolizzare ancora di più l’Italia in ambito europeo, allontanandoci definitivamente da Parigi e Berlino, senza venir più considerati soprattutto in ambito di PNRR. Italia che, è bene ribadirlo, al momento gode molto della stima di Ursula von der Leyen. Ad aspettare che quest’ultima prospettiva si avveri non è l’opposizione, bensì proprio Matteo Salvini, che spera ancora di poter convincere gli elettori meloniani a passare dalla sua parte dopo queste nuove elezioni. Ma dopo Salvini, il leader italiano che più si avvicina agli ideali di Musk e a quelli di Trump è Giuseppe Conte: molto attento durante la campagna elettorale a non schierarsi né da una parte né dall’altra, probabilmente sta ancora aspettando il momento giusto per agire. Il pentastellato è infatti troppo impegnato con la vicenda di Beppe Grillo e il futuro del Movimento 5 Stelle per capire già quale strada prendere, ma se Salvini avrà un nemico in questi quattro anni, quello sarà proprio lui.

Se un attore politico come Musk, di recente nomina da parte di Trump come capo al Dipartimento per l’efficienza del Governo, può riuscire a smuovere così tanto il dibattito pubblico italiano, al punto tale da mettere in discussione l’operato dell’intera Magistratura, allora c’è da temere davvero. Spetterà a Giorgia Meloni gestire gli andamenti su una scacchiera che rappresenta una politica sempre più radicale.

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