L’approvazione bipartisan della mozione della maggioranza di VIII Municipio per la difesa degli inquilini ATER di via Pincherle e Colli Portuense mostra l’inadeguatezza del vertice ATER: la decisione di vendere a prezzi di mercato 136 appartamenti è ingiusta e crediamo che il commissario di ATER dovrebbe chiedere scusa a queste famiglie che si sono viste improvvisamente recapitare 136 raccomandate con una offerta di vendita a prezzi di mercato (scontistica prevista: 20%) e 30 giorni per ufficializzare il proprio diritto di prelazione prima dell’avvio delle procedure di vendita.
Così Dario Nanni, consigliere comunale e presidente Commissione Giubileo 2025, e Simonetta Novi, consigliera civica di VIII Municipio, nell’annunciare anche la presentazione di una mozione in Assemblea Capitolina.
Siamo dalla parte delle famiglie che vivono in quei palazzi da 60 anni, che hanno prima lottato contro la svendita decisa dalla Fata Assicurazioni e poi gioito nel 2009 per la decisione della Regione Lazio di acquisire gli appartamenti a patrimonio pubblico con un investimento di 19 milioni di euro. E che oggi, dopo aver chiesto per anni la regolarizzazione della loro posizione di inquilini ATER ed aver regolarmente pagato gli affitti (600-700 euro al mese per appartamenti di 70-80 metri quadrati in palazzi da sempre privi di manutenzione), si vedono minacciati di vendita della loro casa perché appartenente ad un “patrimonio residenziale” che ATER ha deciso di privatizzare.
Pensiamo che ATER debba chiedere scusa per aver gettato nello sconforto nuclei fragili meno abbienti, persone ultranovantenni e famiglie con gravi problemi di salute colpite dall’angoscia di perdere il bene primario, la casa. E debba scusarsi per non aver seguito nessuna delle procedure dei decenni precedenti, dove i programmi di privatizzazione, se proprio necessari, seguivano criteri ben precisi con ampie tutele per i residenti, sia regolari che irregolari (nude proprietà per gli ultra settantenni, prezzi finali significativamente abbattuti anche a fronte degli affitti pagati nel corso delle locazioni, offerte tagliate su misura per i singoli nuclei familiari). “Patrimonio residenziale” e “edilizia popolare” in ATER dovrebbero essere la stessa cosa vista la missione dell’istituto ora diventato azienda. Questa ATER si è dimostrata totalmente inadeguata, incurante del ruolo sociale che svolge, votata alle logiche di mercato con l’obiettivo esclusivo di far cassa. Una delibera nata a dicembre 2023, si è abbattuta sui residenti ad aprile 2025 senza alcun ripensamento, senza alcun approfondimento.
Pensiamo che la direzione di ATER dovrebbe prima chiedere scusa e poi dimettersi – concludono Nanni e Novi. La battaglia per Pincherle e Colli Portuensi ha, infatti, un doppio significato: fermare questo progetto di dismissione e fare in modo che, per il futuro, non ci siano più scelte calate dall’alto. Mai più, per nessun nucleo familiare inquilino di ATER a Roma e Provincia, una angoscia così profonda. Il diritto all’abitare, che dovrebbe essere la missione di ATER, non si tocca. Il 12 maggio saremo sotto la Regione Lazio insieme ai residenti per seguire l’audizione del Commissario Orazio Campo.
