Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rilanciato l’idea di “permettere” ai palestinesi di lasciare la Striscia di Gaza, mentre l’esercito si prepara a un’offensiva piu’ ampia nel territorio.Le precedenti proposte di reinsediare i gazawi al di fuori del territorio devastato dalla guerra inclusa quella del presidente statunitense Donald Trump hanno suscitato preoccupazione tra i palestinesi e condanne da parte della comunita’ internazionale. Netanyahu ha difeso le sue politiche di guerra in una rara intervista ai media israeliani, trasmessa poco dopo che l’Egitto ha annunciato un nuovo sforzo dei mediatori per ottenere una tregua di 60 giorni. Il premier ha dichiarato all’emittente israeliana i24NEWS: “Non li stiamo spingendo fuori, ma stiamo permettendo loro di partire”. “Diamo loro l’opportunita’ di lasciare, innanzitutto, le zone di combattimento, e in generale di lasciare il territorio, se lo desiderano”, ha detto, citando i flussi di rifugiati durante le guerre in Siria, Ucraina e Afghanistan. Nella Striscia di Gaza, Israele ha controllato rigidamente i confini per anni, impedendo a molti di uscire.”Lo permetteremo, innanzitutto all’interno di Gaza durante i combattimenti, e certamente permetteremo loro di lasciare Gaza”, ha aggiunto Netanyahu. Per i palestinesi, qualsiasi tentativo di allontanarli dalla loro terra richiama la “Nakba”, o catastrofe lo sfollamento di massa dei palestinesi durante la creazione dello Stato di Israele nel 1948. Netanyahu ha sostenuto la proposta di Trump di espellere i piu’ di due milioni di abitanti di Gaza verso l’Egitto e la Giordania, mentre alcuni ministri israeliani di estrema destra hanno invocato la loro “partenza volontaria”.
