Giorgia Meloni si è recata in Sicilia e soprattutto nel centro più colpito dalla violenta ondata di maltempo che si è abbattuta sull’isola, Niscemi. La premier che già lunedì in Consiglio dei ministri aveva varato un provvedimento d’urgenza, lo stato di emergenza e un primo stanziamento di risorse, 100 milioni di euro, dopo aver visitato quei luoghi si sarà resa conto dell’insufficienza delle risorse, tanto che il Governatore della Regione Siciliana, Schifani ha parlato di una necessità di almeno 2 miliardi di euro. Intanto, sul campo proseguono le attività di soccorso e monitoraggio “Un dato è certo: la frana è assolutamente ancora attiva”. Così il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, giungendo a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. “L’intera collina sta scendendo giù verso la piana di Gela – ha aggiunto – l’impatto è particolarmente complesso”. Ciciliano è giunto nella città in provincia di Caltanissetta, insieme al presidente della Regione Sicilia Renato Schifani, per un sopralluogo sulla frana ormai estesa a 4 chilometri che ha provocato già 1.500 sfollati. Hanno prima sorvolato la zona della frana, dove si è creato un costone di circa 50 metri, poi sono stati accolti dal sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. Concluso il sopralluogo Ciciliano e Schifani hanno partecipato al vertice nel Centro operativo comunale di Niscemi per fare il punto sui danni causati alla popolazione dagli smottamenti del terreno e sugli interventi da mettere in atto a sostegno delle famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni.
“Ci sono delle case prospicienti sul coronamento della frana che non potranno più essere popolate, quindi è necessario ragionare con il sindaco per la delocalizzazione definitiva di queste famiglie”. A dirlo è stato il capo del dipartimento nazionale di Protezione civile, Fabio Ciciliano, al termine della visita a Niscemi. “Tutte le altre considerazioni sono al momento premature – ha aggiunto -. Bisogna attendere che l’acqua ancora presente nel sottosuolo defluisca e la parte che sta scendendo si fermi – ha concluso -. In quel momento potrà essere fatta una valutazione più accurata”.
Ciclone Harry, dall’Assemblea Regionale Siciliana ok a legge che stanzia 40,8 milioni. Schifani: “Segnale di attenzione”
«Ringrazio i deputati di maggioranza e di opposizione dell”Assemblea regionale siciliana per il grande senso di responsabilità dimostrato con l’approvazione della norma, voluta dal mio governo, sullo stanziamento di quasi 41 milioni per interventi urgenti a fronte dei danni causati dal ciclone Harry. Risorse che si sommano ai 50 milioni già stanziate dalla giunta regionale. Si tratta di un primo concreto segnale di attenzione e di vicinanza nei confronti delle popolazioni e degli operatori economici di questi territori. Come ho detto fin dal primo sopralluogo che ho effettuato nella zona jonica del Messinese e del Catanese, occorre fare presto e fare bene per ripristinare condizioni di vivibilità e consentire la ripresa delle attività economiche».
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in seguito all’approvazione, in Assemblea regionale siciliana, della legge che stanzia 40,8 milioni di euro per gli interventi urgenti nei territori colpiti dagli eventi dello scorso fine settimana. In particolare, venti milioni sono destinati ai ristori per le attività commerciali danneggiate; 5 milioni a sostegno del comparto della pesca e altri 5 milioni per l’agricoltura. Dieci milioni è la spesa per l’esenzione, per il 2026, degli oneri per i titolari delle concessioni demaniali marittime. Infine, ottocentomila euro è l’ammontare del contributo al Cas quale compensazione dei mancati introiti dovuti all’esenzione dal pagamento dei pedaggi autostradali ai caselli della A18 di Taormina, Giardini Naxos e Roccalumera, per i residenti delle province di Messina e Catania, da febbraio a giugno prossimi. La norma istituisce, così come stabilito ieri durante la cabina di regia coordinata dal presidente della Regione, una sottocommissione della Cts (Commissione tecnico specialistica) ad hoc per evadere con celerità le autorizzazioni ambientali per la ricostruzione delle aree danneggiate.
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