Roma Capitale

Shoa, Celli: ricordare è vigilare e scegliere di essere dalla parte della dignità umana

“Ottant’anni fa il mondo scopriva, con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, l’orrore della Shoa. Una tragedia disumana che costò la vita a oltre sei milioni di persone: ebrei, rom, persone con disabilità, omosessuali, oppositori politici, donne, uomini e bambini perseguitati, deportati e sterminati dal nazismo. Nel Giorno della Memoria, Roma ricorda quelle vittime e rinnova un impegno che riguarda il nostro presente. Oggi le voci dei testimoni diretti, sopravvissuti, sono sempre meno, e proprio per questo sono ancora più preziose: custodirle e trasmetterle è una responsabilità collettiva, soprattutto verso le giovani generazioni. La Shoah non cominciò con le camere a gas, cominciò molto prima: con le parole d’odio, con le leggi discriminatorie, con l’indifferenza, con la progressiva negazione dei diritti. È una lezione che parla ancora oggi, a noi, mentre assistiamo a episodi terribili di violenza, intolleranza, razzismo e disumanizzazione dell’altro. Ricordare significa vigilare. Significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare: dalla parte della dignità umana, della pace, della convivenza e del rispetto. Perché la memoria non sia solo passato, ma coscienza viva del nostro presente”.
Così la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli.

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