Niente passi indietro del Matteo Salvini sulle polemiche sollevate da alcuni esponenti delle opposizioni per il suo recente incontro con Tommy Robinson, esponente dell’estrema destra britannica. Nel corso del suo intervento conclusivo alla kermesse della Lega in Abruzzo, pur senza nominare il caso specifico il segretario leghista ha detto: “Sulla libertà di parola e pensiero, noi siamo l’unico partito ad aver votato contro la legge bavaglio su cosa si può dire e cosa non si può dire, cosa risponde alla legge, chi può incontrare Salvini e chi non può incontrare. Ma potrò incontrare chi fico secco ho voglia da incontrare, se voglio fare battaglie comuni con qualcuno, con rispetto?”. Durissima la reazione di Carlo Calenda: “Non penso che il bipolarismo reggerà. Non posso stare con chi odia l’Occidente ma neanche con le quinte colonne di Putin o con chi riceve neonazisti cocainomani al ministero. Con chi inneggia alla X Mas e con chi supporta Putin e supporta Trump quando mette i dazi all’Europa. Io non ci posso stare. La battaglia per la libertà e per l’Europa richiede scelte molto coraggiose. Non voglio dare lezioni, ma credo che c’è un momento nella storia in cui l’idealismo deve superare anche considerazioni di tattica elettorale”. Carlo Calenda, dal palco dell’evento di Milano, sferza così la platea di Forza Italia. Un attacco alla Lega, ma anche dubbi sulla ‘tenuta’ di Giorgia Meloni: “Non c’è spazio per chi non condivide la necessità di una difesa europea, in una coalizione per la libertà. Spero che Meloni diventi una conservatrice, ma se è contraria all’abolizione del diritto di veto, qualche problema ce lo dobbiamo, e ve lo dovete, porre. Cosa farà il governo quando si troverà davvero alle strette con la Russia e la Cina? Quando la destra estrema in Europa vincerà, Meloni reggerà o sentirà il richiamo della foresta? Voi avete certezze che io non ho, ma un errore su questo può portare al disastro”, avverte il segretario di Azione.
Per Calenda “questo Paese ha un disperato di liberali, popolari e riformisti. E non possono pensare di essere sottomessi nè ai sovranisti di destra nè agli estremisti di sinistra. Se ci sarà spazio per lavorare insieme ne sarò felice, ma non defletteremo perchè non posso pensare di condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Salvini e Vannacci”. Da Salvini, anche senza rompere i rapporti, prende le distanze anche Tajani: “Non posso commentare ogni incontro che si svolge nei ministeri italiani, Salvini avrà avuto le sue buone ragioni per invitare Robinson. Io non l’ho invitato né lui vuole parlare con me”. Che dice anche che venerdì prossimo, quando ci sarà il convegno nella sala stampa della Camera sulla re-emigrazione, sarà impegnato con il vertice del PPE: “Ognuno può manifestare liberamente le proprie idee, purché non dicano cose che siano contro le leggi della Repubblica”.
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