Politica

Partecipazione elettorale e cambiamento democratico

di Antonino Galloni

Le recenti tornate elettorali in Italia hanno messo in evidenza due spetti che, se collegati tra loro, porterebbero a delle conclusioni interessanti, ma, forse, anche molto preoccupanti: 1) in sette regioni su sette, sono state confermate le amministrazioni uscenti; e 2) la partecipazione al voto si posiziona, oramai, attorno al 40% degli aventi diritto.

Allora, sottraendo al 60% degli astensionisti quel 20% considerato “fisiologico”, si ottiene che il numero di coloro che si esprimono per i vari partiti che raccolgono voti tende ad eguagliare quello di coloro che detti partiti non intendono – assolutamente – sostenere.

Altrimenti detto, c’è un 40% di elettorato attivo che sostiene il sistema (pur con “sfumature” le più varie) ed un altro 40% che non lo sostiene per niente.

Ovviamente, anche queste svariate decine di milioni di Italiani avrà importanti divisioni interne; ma, in caso di crisi del “sistema” stesso, è lecito domandarsi cosa succederebbe.

Infatti, è evidente che un cambiamento sia necessario – soprattutto e non solo – nell’economia; però, al momento, non pare possibile sfuggire all’evidenza che, chi conta nell’ambito del 40% che legittima il sistema, non è orientato a cambiamenti (che, per definizione, non possono che essere radicali).

Quindi, delle due l’una: o la parte “antisistema” trova un percorso per avviare, iniziare, proporre detti cambiamenti oppure la situazione è destinata a raggiungere un vero e proprio punto di rottura.

A quel punto (di rottura), infine, possono darsi due scenari: le forze pro-sistema si dissolvono pacificamente; oppure si giunge ad uno scontro senza esclusione di colpi.

Nel primo caso, bisognerebbe vedere – per governare – come sono in grado di organizzarsi le forze del dissenso (fino al quel momento poco propositive); insomma, dove troverebbero le risorse umane per farlo.

Nell’altro caso, inizierebbe una situazione dagli esiti poco prevedibili e, tuttavia, passibile di un’evoluzione gattopardesca.

Quest’ultima dipende dagli interessi e dalle forze (economiche) in campo ovvero che i poteri della conservazione risultano in grado di scatenare.

Related posts

***La Manovra di bilancio 2024 è legge***

Redazione Ore 12

Fnsi in audizione al Senato: «Bene visione antropocentrica per evitare che l’algoritmo sostituisca i giornalisti»

Redazione Ore 12

Vertici Rai, il Governo sceglie i primi due nomi: Marinella Soldi e Carlo Fuertes

Redazione Ore 12