La seconda conversazione tra Andrei Belousov e il capo del Pentagono Lloyd Austin ha avuto luogo il 12 luglio dopo quella avvenuta nei due giorni precedenti. Secondo le informazioni di fonte russa nel corso della conversazione sarebbe stata discussa la questione della prevenzione delle minacce alla sicurezza e della riduzione del rischio di una possibile escalation.
Sempre secondo fonti russe, evidentemente ispirate dal Cremlino,il contatto telefonico tra i due ministri sarebbe la conseguenza dei piani annunciati al vertice della NATO per il trasferimento degli aerei da combattimento F-16 in Ucraina. Soprattutto in relazione Inoltre alle informazioni secondo cui avrebbero la loro base sul territorio della Romania.
L’allarme del Cremlino sarebbe scattato a seguito della dichiarazione del consigliere presidenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Sullivan, secondo cui gli Stati Uniti possono dare il permesso all’Ucraina di lanciare missili sul “vecchio territorio” della Russia”oltre che sui territori già occupati da Mosca e soggetti ad attacchi missilistici dall’inizio del conflitto.
Belousov avrebbe riferito a Austin che una tale iniziativa rappresenterebbe un intervento diretto e aperto nel conflitto da parte di Stati Uniti e NATO con una prevedibile reazione russa.
Laconiche invece le dichiarazioni ufficiali consegnate alle agenzie di stampa: “Nel corso del colloquio il ministro ha sottolineato l’importanza di mantenere aperti i canali di comunicazione” ha riferito il Pentagono.
Mentre per il ministero della difesa russo “è stata discussa la questione della prevenzione delle minacce alla sicurezza e della riduzione del rischio di una possibile escalation”.
GiElle
aggiornamento la crisi russo-ucraina ore13.39
