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Pentagono, rivelato il piano top secret di Israele per colpire l’Iran

Il “Middle East Spectator”è un canale Telegram  con sede a Teheran che  la scorsa settimana ha fatto trapelare due documenti di intelligence militare ultra sensibili dellaNational Geospatial-Intelligence Agency  (NGA) riguardanti la preparazione di Israele per rispondere agli attacchi missilistici iraniani.

La fonte dei leak

Foto dei documenti sono già ste pubblicate da tutti i media internazionali, ma i commenti variano dallo scandalo per i leaks, alla sottovalutazione dell’episodio, per capirne di più è stato necessario consultare fonti aperte di intelligence  militare internazionale.  In ogni caso i documenti integrali sono già disponibili in rete.

Il Middle East Spectator afferma che si tratterebbe di una sua operazione giornalistica indipendente dal regime di Teheran –  il che evidentemente è ridicolo considerando che tutte le notizie sono controllate da regime –  e afferma  di aver ottenuto i documenti da una “fonte informata nella comunità di intelligence degli Stati Uniti”.  Per chiarire ulteriormente l’attendibilità dei due documenti , con un post successivo lo Spectator afferma che la fonte era nel Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Sia come sia sta di fatto che questi documenti rappresentano un materiale straordinariamente prezioso che l’Iran può utilizzare, e probabilmente utilizzerà, per preparare le proprie difese.

I contenuti dei documenti

Uno dei due documenti trapelati classificato come top secret, è intitolato NOFORN, il che significa che  non può essere condiviso con governi stranieri. Supponendo che i documenti non siano stati condivisi con alleati (come il gruppo Five Eyes che comprende Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unitoun che hanno  accesso straordinario alle informazioni di intelligence degli Stati Uniti) –  si rafforza l’affermazione dello stesso Spectator, secondo cui la fuga di notizie proveniva da persone o organizzazioni degli Stati Uniti.

I documenti pubblicati il 18 ottobre  descrivono un “esercizio di impiego di grandi forze” israeliano il 15 e il 16 ottobre. Chiunque l’abbia fatto trapelare il leaks  a Teheran stava quindi avvisando dell’imminente  attacco israeliano indicando  il tipo di armi che sarebbero state usate e i probabili obiettivi, principalmente siti di difesa aerea iraniani e di radar a lungo raggio.

I due documenti forniscono informazioni molto dettagliate sui preparativi dell’aeronautica militare israeliana per l’attacco e descrivono in dettaglio le attività in tre basi aeree israeliane soggette a massiccia sorveglianza statunitense.

Identifica attentamente i tipi di missili da crociera che Israele stava preparando, vale a dire un sistema chiamato  ROCKS  (che altrimenti potrebbe essere il missile da crociera a lungo raggio Crystal Maze o Crystal Maze II di Israele) e Golden Dawn, un altro tipo di missile da crociera che potrebbe essere un derivato dello Sparrow.

l rapporto affermava anche che la piattaforma per trasportare questi missili sarebbe stata l’  F-15I , non  i jet F-35 “Adir” di Israele indicando anche gli arei petroliere di supporto dell’ìoperazione per i caccia in volo.

C’è di più. Il documento meno classificato come segretissimo riportava l’impiego di missili balistici israeliani  a medio raggio Jericho , che si ritiene siano una parte fondamentale del deterrente nucleare di Israele e dimostra  che gli Stati Uniti accettano che Israele abbia armi nucleari, anche se non l’hanno mai riconosciuto ufficialmente.

Il documento rivela che Israele potrebbe aver disperso i missili Jericho per impedire che venissero presi di mira dall’Iran e informa  che gli Stati Uniti non hanno rilevato alcuna preparazione da parte di Israele dei suoi missili atomici  deducendone che qualsiasi attacco nucleare israeliano è improbabile.

Non c’è dubbio che la fuga di informazioni di intelligence di origine geospaziale abbia causato danni significativi a Israele. È anche probabile che altre informazioni di intelligence, molto più sensibili, siano trapelate agli iraniani senza che ovviamente vengano diffuse.

Perché il governo iraniano (tramite Spectator o dandogli il permesso alla pubblicazione) potrebbe far trapelare QUALSIASIinformazione?

Un avvertimento a Tel Aviv?

Alcuni ipotizzano che tale fuga di notizie sia servita  a convincere Israele che il piano di ritorsione era noto all’Iran, dissuadendolo da un attacco che il governo iraniano NON volevaaffrontare.

In secondo luogo, forse, avvertiva Israele  che l’Iran sta ricevendo informazioni segrete dagli Stati Uniti suscitando preoccupazioni a Tel Aviv su quanto d’altro avrebbe potuto ancora trapelare.

La fuga di notizie iraniana è stata pubblicata il 18 ottobre  e guarda caso,  il 19 un drone presumibilmente di origine Hezbollah, ha attaccato la casa privata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Cesarea, vicino alla costa danneggiandola gravemente.

Per colpire con precisione la casa di Bibi è stato necessaria una evidente preparazione tecnologica e una accurata simulazione di attacco, poiché qualsiasi drone proveniente dal Libano, dalla Siria o dall’Iraq avrebbe dovuto essere al di fuori delle comunicazioni radiocomandate, quindi lo “scene matching” ha richiesto una significativa e accurata preparazione di intelligence.

C’era la certezza che Netanyahu sarebbe stato a casa durante l’attacco? Comunque sia O è stato un altro modo di dire a Israele ciò che l’Iran “sa e vede”. pur rischiando la rappresaglia che sicuramente sarebbe seguita anche solo al ferimento del Premier.

Le possibili conseguenze delle rivelazioni

Ma tornando ai leaks trapelati dagli Stati Uniti, si tratta “solo”di una violazione della legge o è stato un atto dell’amministrazione o di qualcuno nell’amministrazione stessa con motivazioni politiche? In ogni caso gli israeliani saranno dell’opinione che l’intelligence statunitense sia inaffidabile o “infiltrata”

Israele ha una delle migliori intelligence umane (HUMINT)al mondo e ha un accesso significativo ai programmi nucleari dell’Iran. Il Mossad e altri centri di intelligence in Israele hanno rilevato che fughe di notizie, come questa, infliggono un duro colpo alla cooperazione di intelligence e danneggiano direttamente gli Stati Uniti.

Washington ha apparentemente avviato un’indagine, secondo quanto afferma  il presidente della Camera dei rappresentanti Mike Johnson. Documenti di questo tipo vengono spesso inviati tramite Internet sicuro a personale con autorizzazione di sicurezza. Ma potrebbero essere in centinaia con accesso alla documentazione e in grado di esaminarli. Per scoprire la fonte potrebbero essere possibile tracciare i documenti inviati al di fuori degli Stati Uniti utilizzando le enormi capacità della NSA. Molto dipende dalla serietà dell’indagine intrapresa.

Un’ipotesi che circola è che  forse i documenti siano stati hackerati . Ma tali informazioni sensibili non solo vengono trasmesse su canali classificati, ma sono anche criptate, rendendo meno probabile che l’hacking produca risultati utili. Per la cronaca ad oggi, non ci sono resoconti pubblici di alcun hack di informazioni sulla sicurezza USA.

Non è chiaro cosa farà Israele. Sarebbe sconsiderato reagire ora che almeno alcuni dei piani e dei preparativi di Israele sono trapelati e dopo aver concordato  con gli Stati Uniti di non colpire né le strutture petrolifere né quelle nucleari dell’Iran. Ma quell’accordo reggerà ora o Israele lo considererà nullo o quanto meno non più segreto?

Oltre a ciò, Israele dovrà tener conto che la sua infallibilità militare e di intelligence potrebbe venir messa in discussione dall’Iran dal Mar Rosso a Gaza, dal Libano alla Siria. E probabilmente questi leaks e l’attacco alla casa di Bibi sono un monito, anzi un warnig: in guerra l’infallibilità non esiste altrimenti già si saprebbe come finiscono i conflitti prima ancora di iniziarli.

GiElle

aggiornamento crisi mediorientale ore 11.29

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