Economia e Lavoro

Perché Trump insiste sui dazi?

di Balthazar

 

Con una sentenza 6-3, la Corte Suprema ha affermato che confermare l’uso da parte di Trump dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) “rappresenterebbe un’espansione trasformativa dell’autorità del Presidente sulla politica tariffaria“.

Il Presidente della Corte Suprema John Roberts ha affermato che l’IEEPA non autorizza il Presidente a imporre tariffe perché la Costituzione conferisce solo al Congresso, il potere di imporre tasse e dazi. Ma il presidente ha altre fonti di autorità legale per emanare tariffe senza l’approvazione del Congresso.

Queste autorità si dividono generalmente in due gruppi: quelle che richiedono indagini da parte delle agenzie federali – ma hanno poche o nessuna restrizione sulle eventuali tariffe imposte – e altre che forniscono un’autorità temporanea per imporre tariffe senza un’indagine, non oltre il 15% per soli 150 giorni.

Esiste un’altra autorità che consentirebbe al Presidente di imporre una tariffa del 50% senza indagini o limiti di tempo, ma nessun Presidente si è mai avvalso di questa autorità in precedenza, sollevando nuovamente preoccupazioni circa future sfide legali.

Per ora, tutte le altre leggi restano valide e Trump ne utilizzerà almeno alcune tanto che ha immediatamente invocato la Sezione 122, per imporre una tariffa del 10% su tutte le importazioni da tutti i paesi. aumentata il giorno dopo la sentenza al 15%.

Ma le tariffe sono molto complesse e prevedono numerose esenzioni poiché sono più generali di quelle appena abolite dalla Corte Suprema, e interagiscono con altre tariffe ancora in vigore, quindi il nuovo regime potrebbe aumentare le aliquote tariffarie effettive a livelli ancor più elevati   rispetto a quelli precedenti la decisione della Corte Suprema.

La tariffa della Sezione 122 dura solo 5 mesi, ma Trump può presumibilmente rinnovarla per altri 5 mesi quando scade, finché non verrà nuovamente citato in giudizio e la questione tornerà alla Corte Suprema.

Poi, se questo non dovesse funzionare, potrà ricorrere alle varie altre leggi, venendo citato in giudizio ogni volta. In altre parole, Trump potrà continuare a imporre dazi elevati per il resto del suo mandato. Quindi il divertimento continua.

Lo scopo di questi dazi non è mai stato del tutto chiaro. La giustificazione ufficiale di Trump era che servivano a ridurre il cronico deficit commerciale degli Stati Uniti. In realtà, i dazi iniziali del “Liberation Day” furono furono stabiliti con una formula  basata sui deficit commerciali bilaterali degli Stati Uniti con i vari paesi.

Ma i deficit commerciali non sono così facili da eliminare e, sebbene quello degli Stati Uniti abbia subito molti cambiamenti e si sia spostato in qualche modo dalla Cina ad altri paesi, nel complesso è rimasto più o meno lo stesso.

Gli economisti non hanno ben chiaro cosa causi i deficit commerciali, ma qualunque cosa sia, è chiaro che i dazi fanno fatica a eliminarli senza causare gravi danni all’economia.

Trump sembrava averlo intuito quando i mercati azionari sono crollati e i capitali hanno iniziato a fuggire dall’America , motivo per cui  ha fatto retromarcia  su gran parte del suo programma tariffario.

Pensava che i dazi avrebbero portato a una rinascita dell’industria manifatturiera americana, ma gli economisti sapevano che i dazi sono tasse sui beni intermedi e quindi l’avrebbero danneggiata l più di quanto le avrebbero giovato.

L’industria automobilistica, l’edilizia e altri settori utilizzano tutti l’acciaio, quindi se si applicano tasse sull’acciaio importato, si protegge il mercato interno dei produttori americani, ma si danneggiano tutti gli altri settori, rendendo più costosi i loro input di conseguenza.

Tuttavia Trump non è stato la sola causa del rallentamento – iniziato qualche mese prima del suo insediamento – ma i produttori continuano a segnalare che i dazi stanno peggiorando la situazione.

A un certo livello, Trump ha compreso sembra che i dazi danneggino l’industria americana – riconoscendo il boom della Intelligenza Artificiale per l’attuale espansione economica – così concesso ampie esenzioni per la computeristica utilizzata per costruire data center dedicati alla AI.

Dal punto di vista macroeconomico, i dazi non hanno avuto l’impatto che inizialmente si temeva. La crescita è stata leggermente debole nell’ultimo trimestre del 2025 – causata anche dalla temporanea chiusura (lockdown) delle attività governative – e si prevede una ripresa nel trimestre dell’anno in corso.

L’inflazione continua a oscillare  leggermente al di sopra dell’obiettivo ufficiale, angosciando i consumatori americani ma senza riuscire né a esplodere né a ridursi.

Quindi per i sostenitori di Trump se si ritira la maggior parte dei dazi e l’economia non crolla, anche se i dazi hanno causato solo disagi ai consumatori americani che sono stati esclusi dall’acquisto di molti beni importati che hanno semplicemente smesso di arrivare, Pertanto gli importatori e i consumatori americani ne sostengono quasi l’intero costo.

Questa la ragione per cui, secondo i più recenti sondaggi, la maggioranza degli americani non ama i dazi.

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