di Marzio Scipione
“Ciò che è stato concordato rappresenta un passo importante verso la cessazione della guerra e l’avvio dei negoziati, ma non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo. La Repubblica islamica dell’Iran si è preparata a ogni eventualità e l’obiettivo del governo, con o senza un accordo, è servire fedelmente il popolo. La nazione iraniana ha imparato dal suo Imam martire a non sottomettersi all’umiliazione”. È quanto scrive in un post sul social X il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian.
Araghchi, occupazione Israele in sud Libano viola accordo
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe dichiarato che la fine della guerra in Iran comporta la fine dell’occupazione israeliana del Libano e che il protrarsi dell’occupazione israeliana del Libano meridionale viola il memorandum d’intesa raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran. La televisione di Stato iraniana ha riportato le parole di Araghchi, pronunciate durante un briefing con i diplomatici stranieri. Non ha mandato in onda le dichiarazioni, ma le ha riportate in una grafica sullo schermo. “Porre fine alla guerra in Libano è parte integrante della fine della guerra nel suo complesso, e porre fine alla guerra implica anche porre fine all’occupazione. Senza il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati in questa guerra, la guerra non sarà completamente finita”, ha affermato Araghchi, come riporta Iran International.
Dopo firma inizierà nuovo round di colloqui
Un nuovo ciclo di negoziati tra Iran e Stati Uniti inizierà venerdì in Svizzera. “Il punto importante che voglio sottolineare è che, a nostro avviso, le due parti di questo memorandum d’intesa sono, da una parte, gli Stati Uniti e Israele, e dall’altra, l’Iran e Hezbollah”, ha affermato. Araghchi ha aggiunto che i colloqui con gli Stati Uniti seguiranno un memorandum d’intesa di prima fase incentrato sulla fine della guerra, sullo Stretto di Hormuz, sul blocco marittimo e sulle questioni relative alla ricostruzione. La prossima fase dei negoziati durerà 60 giorni e si concentrerà sul programma nucleare iraniano e sull’allentamento delle sanzioni.
Ghalibaf, compiuto grande passo verso vittoria finale
“Amato e maestoso popolo iraniano! Grazie alla tua storica resistenza e al coraggio delle forze armate contro coloro che volevano sterminare questa nazione e distruggere e soggiogare questo Paese, l’Iran ha compiuto un grande passo avanti verso la vittoria finale. Ci hanno provato, ma non ci sono riusciti. Siamo rimasti saldi e, alla fine, il nostro Iran trionferà, per grazia di Dio”. Lo scrive in un post sul social X il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.
Teheran: “Usa hanno ancora strada da fare per riconquistare nostra fiducia”
“Gli Stati Uniti hanno ancora molta strada da fare per riconquistare la nostra fiducia”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Esmaeil Baghaei, citato da Al Jazeera. “Nutriamo dubbi sugli americani perché abbiamo avuto esperienze negative con loro in passato, a partire dal 1953”, ha aggiunto ancora facendo riferimento al golpe che portò alla caduta del primo ministro Mohammad Mossadeq.
Iran, Hezbollah si congratula per accordo: “Teheran alleato prezioso”
In una dichiarazione scritta, Hezbollah si è congratulato con l’Iran per il suo “grande risultato” nell’ottenere un accordo con gli Stati Uniti e ha espresso “profonda gratitudine” alla Repubblica islamica per aver insistito affinché qualsiasi accordo includesse un cessate il fuoco in Libano. “L’Iran conferma ancora una volta di essere un alleato davvero prezioso e un forte sostenitore”, afferma il gruppo sciita, che spera nella “piena liberazione della nostra terra, nel ritorno dei nostri prigionieri in patria e dalle loro famiglie”. Il gruppo militante libanese ha aggiunto che “non ci sarà alcun ritorno alla situazione esistente prima del 2 marzo”, riferendosi ai 15 mesi che hanno preceduto l’ultima guerra con Israele, quando era ufficialmente in vigore un cessate il fuoco ma Israele continuava a sferrare attacchi regolari in Libano con l’obiettivo, secondo quanto affermato, di impedire a Hezbollah di ricostruirsi.
