Alcuni cercano una soluzione condivisa altri come il Centro Consumatori Italia, associazione presieduta da Rosario Trefiletti, sono nettamente contrari. Parliamo della proposta avanzata da alcuni esponenti del Governo sulle assicurazioni volontarie o obbligatorie sugli immobili privati. Il Centro Consumatori Italia puntualizza la sua posizione. Girano voci e dichiarazioni in ambienti Governativi, dopo l’esondazione in Romagna, che si abbia intenzione di rendere obbligatoria l’assicurazione sulla propria abitazione. Si caricherebbe così sulle spalle delle famiglie una ulteriore bolletta, come se non fossero già sufficienti quelle già in essere di luce, gas, nettezza urbana ecc. oltre a IMU e spese condominiali. Siamo perciò assolutamente contrari, il sistema deve rimanere come l’attuale in cui sono presenti modelli assicurativi certamente, ma del tutto volontari. I cittadini pretendono di essere difesi preventivamente, con politiche di interventi sulla sicurezza del territorio, attraverso argini, bacini di contenimento, pulizia e dragaggio dei corsi d’acqua e quant’altro. La questione, quindi, come affermato più volte passa attraverso opere di prevenzione e non solo attraverso indennizzi e ricostruzioni. Se poi qualcuno pensa di far fare importanti guadagni alle imprese sulle spalle della cittadinanza sappia che ci troverà in prima fila contro e con tutti gli strumenti, politici e legali che si possono mettere in campo. Infatti il giro economico riguarda cifre assai consistenti:
PER COSTO MEDIO POLIZZA DI 500 €
PATRIMONIO IMMOBILIARE TOTALE 78.4 MILIONI UNITA’ spesa 39,2 MILIARDI
(Di cui, solo alcuni esempi: abitativo in senso stretto 35,5 MILIONI spesa 17,7 MILIARDI; Imprese e commercio 5MILIONI spesa 2,5 MILIARDI )
Una ricaduta indecente sulla economia e sulle tasche dei cittadini per costi diretti ed indiretti su prezzi e tariffe per circa un + 3% pari a + 900 € annui a famiglia – sostiene Rosario Trefiletti Presidente C.C.I. C’è invece chi, come il Codacons ha una posizione diversa e valuta come l’obbligo di polizza assicurativa contro le calamità naturali anche per le abitazioni private non è più rimandabile, ma vanno trovate soluzioni condivise in grado di garantire equilibrio tra i diversi interessi. Lo afferma il Codacons, che sottolinea come oramai, a fronte del ripetersi di eventi naturali avversi che creano danni per miliardi di euro nel nostro paese, sia indispensabile una copertura assicurativa che eviti spese enormi a carico della collettività per le operazioni di ricostruzione.
Tutte le parti in causa sono concordi nell’affermare che frane e alluvioni saranno sempre più frequenti in Italia, con danni crescenti per quelle strutture ubicate nelle zone a rischio idrogeologico – spiega il Codacons – E’ necessario quindi estendere l’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali anche alle abitazioni private, evitando al contempo ai cittadini esborsi eccessivi e costi fuori controllo: in tal senso va pensato un sistema in cui le tariffe di tali polizze siano calmierate dallo Stato, anche ricorrendo agli extra-profitti di banche e società energetiche, in modo da spalmare i relativi costi sull’intero sistema economico e non farli ricadere unicamente sulle famiglie. Poi Assoutenti che interviene nel merito della proposta fatta dal Governo. Il conto dei danni provocati negli ultimi anni da alluvioni, frane, maltempo ed eventi climatici estremi ha raggiunto oramai livelli abnormi, un costo che ricade sulla collettività aggravando la spesa pubblica nazionale. Lo afferma Assoutenti, che si schiera a favore dell’obbligo di assicurazione contro i cambiamenti climatici non solo per le imprese, ma anche nel settore delle abitazioni private, eliminando però favori e regalie alle imprese assicuratrici.“E’ oramai assodato come alluvioni, nubifragi e trombe d’aria siano sempre più frequenti in Italia, fenomeni che aumenteranno di numero e intensità nei prossimi anni come effetto dei cambiamenti climatici globali – spiega il presidente Gabriele Melluso – Nonostante in Italia l’80% delle abitazioni sia esposto ad un rischio significativo di calamità naturali, solo il 6% delle stesse risulta oggi coperto da una polizza assicurativa specifica contro questi eventi. Le misure previste dalla scorsa Manovra e che introducono una assicurazioni obbligatoria per le imprese entro il 31 dicembre 2024 non appaiono sufficienti e sembrano favorire eccessivamente le imprese assicuratrici: per questo chiediamo al Governo di estendere l’obbligo di polizza contro le calamità naturali anche alle abitazioni private, eliminando assurde franchigie a danno di cittadini e imprese, riducendo il contributo statale attualmente previsto verso assicuratori e riassicuratori, e stabilendo tariffe assicurative amministrate dallo Stato in collaborazione con le associazioni dei consumatori, allo scopo di evitare speculazioni da parte delle compagnie di assicurazioni. Bisogna poi ripensare anche ai sottoservizi delle città, realizzati molti decenni fa e che non tengono più conto della reale portata degli eventi atmosferici” – conclude Melluso.
