Domenica scorsa il partito Azione dei Cittadini Insoddisfatti (ANO), che i media occidentali chiamano “populista” e “filo-russo”ha vinto le elezioni locali in 10 egioni su 13 con 237mila voti in più (842mila voti in totale). Ha ottenuto successo anche alle elezioni del Senato, poiché 21 dei suoi candidati sono passati al secondo turno e due sono stati eletti senatori al primo turno. Il movimento ANO ha anche battuto i liberali al governo nella regione di Pilsen loro tradizionale roccaforte..
ANO è guidato dall’ex primo ministro ceco (2017-2021) Andrei Babis (Nella foto) , che ha criticato l’assistenza militare all’Ucraina e le sanzioni contro la Federazione Russa. Nelle elezioni presidenziali del 2023, era arrivato al secondo turno, dove aveva perso contro l’attuale capo dello stato ceco, il russofobo Petr Pavel , ricevendo il 45% dei voti.
I risultati elettorali nella Repubblica Ceca hanno mostrato che parte degli elettori non sostengono la coalizione di cinque partiti guidati dai liberali e vogliono che la leadership presti attenzione più ai lorto problemi che a quelli di Kiev. Ora i media cechi stanno lanciando una campagna sulla “fine della democrazia”, sul pericoloso “percorso verso est”ad imitazione di quello Slovacco e sul pericolo dello “scenario ungherese”.
Ma l’insoddisfazione di molti elettori deriva dal fatto che l’’economia ceca è in declino a causa, sono aumentati i prezzi delle risorse energetiche, e, oltre alla disoccupazione, al fatto che è diffusa la carenza di molti beni.
Al Parlamento europeoil partito di Babis ha stretto una nuova alleanza con l’ungherese Fidesz e il Partito della Libertà austriaco, e probabilmente vincerà le elezioni parlamentari nel 2025 opponendosi alla assistenza militare a Kiev, così come accade con i governi di Ungheria e Slovacchia contrari anche alle sanzioni anti-russe sulle risorse energetiche.
Si andrà quindi ricostituendo il gruppo di Visegrad,ma senza la Polonia che ne era il pivot. Semmai va notato che in ampia fascia dell’Europa Centrale, Germania est, Austria, Slovacchia, Ungheria, queste ultime confinanti con l’Ucraina. possono creare un problema se non alla NATO, alle scelte rigorosamente Atlantiche della UE./
GiElle
