La guerra di Putin

Quel colloquio in un angolo della Basilica di San Pietro tra Trump e Zelensky

di Andrea Maldi

Durante il funerale di Papa Francesco, seguito da milioni di persone in tutto il mondo e almeno 400 mila fedeli a Piazza San Pietro e nelle vie di Roma, una immagine che sicuramente rimarrà nella storia che vede il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il premier ucraino Volodymyr Zelensky seduti a colloquio per 15 minuti uno di fronte l’altro, su due semplici sedie, defilati in un angolo della Basilica di San Pietro. E’ la prima volta che si rincontrano, dopo lo scontro nello Studio Ovale andato in diretta mondovisione nel febbraio scorso. Ma questa volta dalle urla al dialogo, un colloquio che secondo la Casa Bianca sarebbe stato “molto produttivo”. Anche per il portavoce presidenziale ucraino Serhii Nikiforov i due leader avrebbero concordato di portare avanti le trattative.

Secondo il New York Times durante il breve incontro si è anche parlato della controproposta ucraina al disegno di Whashington per giungere alla pace. Un programma che, senza evocare la restituzione delle regioni occupate dalla Russia e l’entrata dell’Ucraina nella Nato, prevedrebbe lo schieramento di un esercito di sicurezza europeo sostenuto dagli Usa.

 

“Un buon incontro che potrebbe diventare storico se si raggiungessero risultati congiunti. Auspico un cessate il fuoco completo e incondizionato e una pace affidabile e duratura che impedisca lo scoppio di un’altra guerra”, scrive Zelensky su X.

Anche Trump, dopo il fugace bilaterale nella Basilica vaticana con il presidente ucraino, ha dichiarato sul suo social Truth: “Non c’è alcun motivo per cui Putin debba aver lanciato missili contro aree civili, città e paesi, negli ultimi giorni. Mi fa pensare che forse non vuole fermare la guerra, mi sta solo prendendo in giro, e che debba essere trattato diversamente, con sanzioni secondarie o bancarie. Troppa gente sta morendo! Questa è la guerra di sleepy Joe Biden, non la mia – continua scrivendo il Tycoon –.  E’ stata una guerra persa fin dal primo giorno e non sarebbe mai dovuta accadere, non sarebbe avvenuta se fossi stato presidente all’epoca. Sto solo cercando di rimediare al disastro che mi hanno lasciato Obama e Biden, e che disastro!”.

Intanto il Cremlino riferisce che nel meeting con l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che “la Russia è pronta a riprendere i colloqui con Kiev senza alcuna precondizione”.

 

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo le estreme onoranze di Sua Santità,  ha avuto un incontro con il presidente ucraino a palazzo Chigi. I due leader “hanno ribadito il sostegno agli sforzi del presidente Trump per il raggiungimento di una pace giusta e duratura, capace di garantire un futuro di sicurezza, sovranità e libertà  all’Ucraina”, divulga una nota di Palazzo Chigi.

 

Tra i diversi incontri durante le esequie di Papa Bergoglio, anche quello tra la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e Trump che, nel loro breve scambio sul sagrato di San Pietro, hanno concordato di incontrarsi nuovamente. Lo fa sapere la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho, come riporta l’agenzia Ansa.

Insomma sembrerebbe che un primo passo verso la pace sia stato fatto proprio a San Pietro; Papa Francesco ha fatto questo miracolo: ha unito i potenti del mondo, Fratelli tutti, come recita il titolo della sua terza enciclica.

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