Esteri

Quelle certezze perdute dell’Occidente

 

di Michele Rutigliano

La storia dell’Europa è segnata da momenti cruciali in cui la sua stessa sopravvivenza è stata messa in discussione da minacce esterne. Dinanzi a pericoli gravi, l’Occidente ha sempre saputo trovare in sé la forza, il coraggio e la determinazione per difendere la propria indipendenza e i propri valori. Tuttavia, oggi l’Europa appare incerta, disarmata e priva di una chiara visione del proprio futuro, mentre il mondo torna ad attraversare una fase di instabilità geopolitica.

L’Europa e la difesa della propria libertà

Dalla battaglia di Poitiers (732), in cui Carlo Martello fermò l’avanzata islamica in Europa, fino alla Reconquista spagnola e alla vittoria della flotta cristiana a Lepanto (1571), l’Occidente ha saputo difendere con le armi la propria identità culturale e religiosa. Anche l’Impero Asburgico fu in grado, per secoli, di contenere l’espansionismo ottomano, garantendo una stabilità politica che permise lo sviluppo della civiltà europea. Nei secoli successivi, l’Europa non si è solo difesa con la forza militare, ma ha saputo anche costruire un sistema diplomatico raffinato, capace di mantenere l’equilibrio tra le potenze. Il Congresso di Vienna del 1815, guidato da Metternich, ne fu l’esempio più alto: per oltre quarant’anni l’Impero Asburgico riuscì a evitare conflitti interni grazie a una politica di bilanciamento e mediazione. Anche nel XX secolo, di fronte all’incubo totalitario nazista, l’Europa ha reagito con determinazione: non solo attraverso l’intervento degli Alleati, ma anche grazie alla resistenza armata dei popoli europei, che hanno combattuto per la libertà e la democrazia.

La crisi della leadership e il declino dell’identità europea

Oggi, invece, l’Europa sembra aver smarrito questa capacità di difendere se stessa. La scristianizzazione, il relativismo etico e un pacifismo arrendevole hanno contribuito a erodere la sua forza morale e politica. Le nazioni europee appaiono frammentate, incapaci di esprimere una  leadership comune e prive della volontà di affrontare con determinazione le sfide globali. La minaccia russa, con l’invasione dell’Ucraina, ha rivelato la debolezza strategica dell’Occidente, ancora troppo dipendente dalla NATO e dagli Stati Uniti. Il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, con il suo approccio punitivo verso l’Europa, potrebbe accelerare l’implosione dell’Alleanza Atlantica, lasciando il continente privo di protezione.

Un progetto di rinascita per una nuova Europa

Di fronte a questo scenario, l’unica risposta possibile è la costruzione di una vera Unione Europea, non solo economica, ma anche politica e militare. L’Europa ha oggi un PIL complessivo dodici volte superiore a quello della Russia, ma non riesce a tradurre questa forza economica in un potere strategico e geopolitico reale. Per riconquistare il proprio ruolo nel mondo, l’Unione deve dotarsi di strumenti concreti: Innanzitutto una politica di difesa comune, con un esercito europeo capace di garantire la sicurezza del continente. Un’unione fiscale e finanziaria, che superi le divisioni tra gli Stati e crei un vero mercato dei capitali europeo. E infine, ma non per ultimo, l’elezione diretta del Presidente della Commissione Europea, paragonabile a tutti gli effetti ad un Presidente dell’Unione Europea. Queste riforme non possono più essere rimandate. L’Europa deve ritrovare la volontà di essere protagonista della propria storia, abbandonando la logica della dipendenza e tornando a essere un centro di potere globale. Solo così potrà affrontare con determinazione le sfide del XXI secolo e garantire alle future generazioni un’Europa sovrana, libera e forte.

Related posts

***** Il premier slovacco Robert Fico ferito a colpi d’arma da fuoco. E’ tra la vita e la morte *****

Redazione Ore 12

La successione alla Merkel sembra affidata alla Verde Annalena Baerbock

Redazione Ore 12

Trump e Netanyahu scardinano il mondo

Redazione Ore 12