Energia e Sostenibilità

Rapporto Italy for Climate:Emissioni in frenata e consumi in crescita

di Gino Piacentini

Dopo i segnali incoraggianti del 2023, il 2024 si conferma un anno difficile per l’Italia sul fronte climatico ed energetico. È quanto emerge dalla sesta edizione del Rapporto “10 Key Trend sul clima” di Italy for Climate, diffuso in occasione della Giornata mondiale della Terra.

Gli eventi climatici estremi continuano a crescere, toccando quota 3.631 (+7% rispetto al 2023), con un numero record di piogge intense. La temperatura media nazionale ha registrato un aumento di +1,5 °C rispetto al periodo 1991-2020, più del doppio della media mondiale (+0,65 °C). A fronte di un’emergenza climatica sempre più evidente, la riduzione delle emissioni di gas serra è stata modesta: appena -2,3%, contro il -6,5% registrato lo scorso anno.

Preoccupano in particolare i settori dei trasporti e degli edifici, che hanno visto aumentare le emissioni. Come sottolineato da Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, l’assenza di nuove politiche incisive – dopo il blocco del Superbonus 110% – e la resistenza alle misure di decarbonizzazione nei trasporti rischiano di rallentare l’innovazione e lo sviluppo economico.

Non va meglio sul fronte dei consumi energetici: dopo anni di calo, nel 2024 si registra un incremento dell’1,5%, trainato soprattutto da trasporti ed edilizia. La riduzione della dipendenza energetica dall’estero (dal 79% del 2022 al 72% del 2024), grazie alla spinta delle rinnovabili, è una delle poche note positive. Le fonti rinnovabili hanno infatti rappresentato il 49% della produzione elettrica nazionale, grazie a 7,5 GW di nuovi impianti installati, seppure ancora lontani dagli oltre 10 GW annui necessari per centrare gli obiettivi 2030.

Tuttavia, il progresso delle rinnovabili permette già oggi di ridurre le importazioni di gas e carbone, migliorando sia la sicurezza energetica sia la competitività economica.

Tra i dati più rilevanti del Rapporto:

  • Le scorte idriche sono inferiori del 36% rispetto alla media 2011-2022, con punte di -86% nei bacini del Tevere e dell’Aterno.
  • Le emissioni nazionali si attestano a circa 375 milioni di tonnellate.
  • La produzione elettrica italiana è sempre più pulita: ogni kWh emette appena 200 grammi di CO₂, il 65% in meno rispetto agli anni ’90.
  • In industria si registra una riduzione del 40% delle emissioni dal 1990, ma pesa la crisi produttiva degli ultimi due anni.
  • Nei trasporti, le emissioni crescono (+2%) e l’Italia resta ultima in Europa per vendite di auto elettriche (4,2% del totale).

In sintesi, il Rapporto traccia il profilo di un Paese ancora troppo lento nella corsa alla decarbonizzazione, nonostante i benefici tangibili garantiti dalla crescita delle rinnovabili. Un rallentamento che rischia di compromettere gli obiettivi climatici europei e gli impegni presi con l’Accordo di Parigi.

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