“Preoccupa, che ogni volta che c’è un provvedimento sgradito, non si critichi il provvedimento ma si additi il magistrato che lo ha emesso come magistrato politicizzato”. Così la presidente di Magistratura democratica, Silvia Albano, contattata da LaPresse, commenta le parole della premier Giorgia Meloni sulla sentenza di Palermo. “Quella di parzialità è un’accusa gravissima che ormai sentiamo praticamente ogni giorno – prosegue -. Siamo arrivati al paradosso che sostanzialmente tutta la magistratura sarebbe politicizzata e adotterebbe provvedimenti al solo scopo di ostacolare il governo. E’ un clima davvero preoccupante”.
“Peraltro, la sentenza del Tribunale di Palermo non si occupa di migranti ma di proprietà privata – aggiunge -: lì c’era un sequestro che era divenuto inefficace, nonostante l’inefficacia del sequestro non è stato permesso alla nave di lasciare il porto, e per questo gli sono stati risarciti i danni materiali, le spese che ha dovuto sostenere per essere rimasta bloccata illegittimamente. Nel nostro sistema se la Pubblica Amministrazione causa un danno ingiusto deve risarcirlo, nulla autorizza il giudice a fare la radiografia al soggetto danneggiato. Non si occupa di altro, nulla a che fare con l’entrata in porto nonostante il divieto, vicenda oggetto di altri procedimenti per i quali Carola Rackete è stata assolta anche in Cassazione”.
“Preoccupa si voglia radicalizzare uno scontro nei confronti della magistratura – aggiunge -. Io non so, se la presidente del Consiglio ha fatto in tempo a leggere la sentenza prima di commentarla, ma ormai è abbastanza curioso che il commento sia sempre uguale su ‘una certa magistratura politicizzata’”.
“Non è così, perché i giudici, faticosamente, cercano di fare il proprio lavoro, ovvero applicare la legge, e non c’è nessuno nella nostra democrazia costituzionale che possa considerarsi al di sopra di essa”. Quanto alle parole del capo dello Stato: “Sono stata grata e non voglio nemmeno commentare un discorso nel quale ogni persona penso si debba e possa riconoscere: lui stesso ha sottolineato di aver fatto un gesto grave, che non aveva mai fatto in questi 11 anni di presidenza alla Repubblica, perché evidentemente ha ritenuto che i toni si fossero alzati troppo e che la situazione di scontro istituzionale fosse giunta al limite della tollerabilità. Io questi toni non li voglio alzare e non voglio commentare le parole che sono giunte in serata dalla Presidente del Consiglio”.
