Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo potrebbe essere “la prima grave battuta d’arresto” per Giorgia Meloni e “minerebbe l’aura di invincibilità politica che emana non solo a Roma, ma anche a Bruxelles”. Lo scrive ‘Politico’ spiegando come la presidente del Consiglio abbia saputo fino a ora “affermarsi” sulla scena europea, dimostrando “grande abilità nell’utilizzare a proprio vantaggio i meccanismi dell’Ue” e intervenendo in modo “decisivo” sui principali dossier europei, come quelli relativi agli asset russi e all’accordo commerciale con il Mercosur “sfruttando il peso politico dell’Italia per ottenere concessioni in ambiti come i sussidi agricoli”. Allo stesso tempo – scrive ancora Politico – “una sconfitta al referendum segnerebbe un punto di svolta cruciale” in quanto “i suoi rivali individuerebbero finalmente una falla nella sua armatura e passerebbero ad attaccare il suo operato, in particolare le debolezze economiche interne” portando un messaggio “inaspettato e nuovo” agli altri leader dell’Ue ovvero che “non resterà al potere per sempre”.
