di Giuliano Longo
Il Cancelliere tedesco Olaf Scholzha avuto una conversazione telefonica di un’ora con il presidente russo Vladimir Putin, a cui ha chiesto il ritiro delle truppe dall’Ucraina e l’avvio di un processo che porti a una pace “giusta e duratura”.I due leader, che non si parlavano da quasi due anni, hanno convenuto di “mantenere le comunicazioni”anche in futuro.
Dopo la telefonata, un portavoce del governo di Berlino ha dichiarato che Scholz ha esortato Putin ad avviare colloqui con Kiev che aprano la strada a una “pace giusta e duratura”,pur ribadendo che la Germania è determinata a sostenere l’Ucraina nella sua difesa contro l’aggressione russa per tutto il tempo necessario.
Scholz, che ha chiesto al capo del Cremlino di ritirare le truppe di occupazione in Ucraina e ha inoltre espresso preoccupazione per il presunto dispiegamento di militari nordcoreaniin Russia. Secondo lui, ciò potrebbe portare a “una significativa escalation e espansione del conflitto”.
La Cancelleria si preparava da settimane alla telefonata con Putin e si è coordinata strettamente con i governi americano, britannico, francese e con gli altri partner del G7. L’accordo era che la telefonata tra Scholz e Putin avvenisse dopo le elezioni americane ma prima del vertice del G20 in Brasile, dove Scholz si recherà domenica e dove sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Serghei Lavrov.
Il Cremlino riferisce Che Putin nel corso della telefonata ha ribadito che tutti gli eventuali accordi per una fine della guerra dovranno riflettere le “nuove realtà territoriali”.
Com’era prevedibile la telefonata ha scatenato la dura reazione di Zelensky informato in precedenza, il quale ha subito affermato che la telefonata a Putin “aiuterà il presidente russo a ridurre il suo isolamento e, in ultima analisi, a far proseguire la guerra in Ucraina“. E ha rincarato la dose affermando che questo contatto potrebbe aprire i “vaso di Pandora” delle possibili conseguenze negative per Kiev.
Ma ha anche ammesso che “sotto l’amministrazione del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, la guerra della Russia contro l’Ucraina “finirà prima, anche se non esiste una data esatta”.
Va notato che la reazione dei media russi alla iniziativa tedesca (concordata con l’Occidente) è improntata alla più grande cautela evitando i titoli di prima pagina e i commenti, segno evidente che l’offensiva dell’esercito russo proseguirà sul fronte e soprattutto nell’oblast occupato dagli ucraini di Kursk che Putin vuole liberare per non lascare a Zelensky un minimo di capacità negoziale, con una sorta di do ut des . Ti lascio Kursk e tu molli il Donbass.
D’altra parte il tempo non gioca a favore di Kiev che dovrà affrontare anche un duro inverno dopo la distruzione parziale delle sue strutture energetiche insistentemente bombardate dai russi.
Ma l’iniziativa di Scholz, fra i primi approvata anche dal presidente polacco Tusk,dimostra l’intenzione della Germania di non lasciare esclusivamente nelle mani di Trump ogni iniziativa di pace.
Soprattutto oggi che la Germania si avvia ad elezionipreviste per la prossima primavera , che vedono il Cancelliere e quel che resta della sua coalizione in procinto di cedere il potere ai Popolari. “Un cancelliere di pace”potrebbe forse risollevarne le sorti fra gli eleyyori già divisi sul conflitto.
Da parte di Zelensky vi è ormai la certezza, più che il timore di venire scavalcato nei futuri dialoghi di pace, qualunque sia la forma diplomatica che assumeranno, e punta sulla norma costituzionale ucraina , comunque aggirabile, che gli vieta ogni accordo con Mosca.
Inoltre in gioco vi è la sua credibilità e forse la permanenza al potere in una Ucraina provata dal conflitto, soggetta alla leva obbligatoria dove il suo consenso popolare è decisamente in calo.
Per di più i commentatori militari sostengono che le armi chieste agli Stati Uniti siano state consegnate quasi integralmente, mentre è incerto se gli ultimi stanziamenti previsti da Biden potranno essere approvati dal Congresso Americano, mentre manca l’OK all’impiego di missili a lunga gittata per colpire in territorio russo, che comunque non sarebbe decisivo per l’esito del conflitto.
Cade così nel vuoto degli annunci ad effetto mediatico di quel “piano per la vittoria”di Zelensky illustrato lo scorso mese a tutte le cancellerie occidentali compresa l’Italia.
Nell’assoluto vuoto anche l’ iniziativa della Unione Europeafra gli ultimi colpi di coda del bellicoso Borrellormai a scadenza e l’incrollabile solidarietà all’amico Zelensky di Ursula Von der Leyen,mentreil sostegno di alcuni Paesi europei si va appannando. .
Il rischio che molte cancellerie del nostro continente temono è che Trump lasci i lcerino acceso del conflitto ucraino prevalentemente in mani europee, come già esplicitamente dichiarato da autorevoli membri del suo futuro governo, caricando l’Europa di costi insostenibili.
Ma anche da parte russa, nonostante i successi parziale sul fronte militare, la guerra comincia a pesare quantomeno in termini di vittime nell’ordine di decine di migliai quantomeno pari a quelle della più debole Ucraina.
E se è vero che è Putin ha evitato il completo isolamento internazionale, auspicato dall’Occidente, grazie ai BRICS e a una batteria di iniziative economiche internazionali con paesi terzi (ma soprattutto con Cina e India) , è anche vero che Pechino sta da tempo lavorando per una risoluzione del conflitto che , se le giova economicamente con l’import export con la russia, le crea un problema in più nella futura “Guerra commerciale”.Con Trump
Potrebbe anche essere prematuro ma la telefonata di ieri schiude orizzonti inimmaginabili sino all’elezione di Trump e offre anche l’occasione all’Europa, che comunque dovrà indirizzare maggiori investimenti per la Difesa, di giocare un ruolo decisivo che non può essere lasciato solo nelle mani del Tycoon il quale, se non apertamente ostile è quanto meno indifferente alle sorti della UE.
