Roma Capitale

Strage Fidene: ergastolo confermato in appello per Campiti, superstiti ‘giustizia è fatta’

di Emilio Orlando (*)
La Corte d’assise d’appello di Roma ha confermato la condanna all’ergastolo per Claudio Campiti, il cinquantasettenne autore della strage dell’11 dicembre 2022 nel quartiere romano di Fidene, dove durante una riunione del consorzio immobiliare Valleverde uccise quattro donne e ferì altri partecipanti all’incontro. La sparatoria avvenne all’interno del gazebo di un bar di via Monte Gilberto, a Fidene, mentre era in corso un’assemblea dei soci del consorzio legato ad alcune abitazioni sul lago del Turano, in provincia dell’Aquila. Campiti aprì il fuoco contro i presenti utilizzando una pistola presa poco prima al poligono di tiro di Tor di Quinto. Nell’agguato persero la vita Nicoletta Golisano, 50 anni, Elisabetta Silenzi, 55, Sabina Sperandio, 71, e Fabiana De Angelis, 57. Altre persone rimasero ferite, alcune anche in modo grave, riportando conseguenze fisiche e psicologiche permanenti. L’imputato risponde di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, oltre che di tentato omicidio nei confronti di altri cinque partecipanti alla riunione del consiglio di amministrazione del consorzio. Contestate anche le lesioni provocate ai sopravvissuti dal trauma subito durante la strage.
Nel corso della requisitoria, il sostituto procuratore generale Roberto Felici aveva definito “pienamente corretta” la sentenza emessa in primo grado, chiedendone la conferma. Secondo l’accusa, Campiti covava da tempo un forte rancore nei confronti del consorzio per questioni economiche legate ai pagamenti e avrebbe pianificato con attenzione l’azione criminale culminata nella strage. La pubblica accusa, rappresentata anche dal pm Giovanni Musarò, titolare delle indagini, aveva inoltre chiesto la conferma della condanna a tre mesi per l’allora presidente del Tiro a Segno Nazionale di Roma, imputato per reati omissivi collegati alla gestione dell’arma utilizzata da Campiti. All’uscita dall’aula, i familiari delle vittime hanno accolto con soddisfazione la decisione dei giudici. “Questa sentenza ci dà forza e serenità per affrontare il resto del percorso giudiziario”, ha dichiarato Giulio Iachetti, marito di Fabiana De Angelis. Sulla stessa linea l’avvocato di parte civile Francesco Innocenti: “La Corte ha confermato integralmente l’impianto accusatorio. Probabilmente ci sarà un ultimo passaggio in Cassazione, poi questa dolorosa vicenda potrà chiudersi”. Tra i presenti anche Bruna Marelli, presidente del consorzio Valleverde e tra i feriti della sparatoria. “Giustizia è fatta, non poteva andare diversamente”, ha commentato al termine dell’udienza.
(*) La Presse

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