La guerra di Putin

Tra le pre-condizioni di Putin per la pace c’è lo stop della Nato ad est e Trump, per ora, non farà sanzioni

Niente espansione della Nato ad est, basta sanzioni e neutralità ucraina: sono queste, secondo tre fonti russe interne al Cremlino che hanno parlato alla Reuters, le pre-condizioni che Vladimir Putin pretende nero su bianco per mettere in pausa, se non spegnere, la guerra in Ucraina. Le richieste di Mosca sono pesanti: escludere formalmente l’ingresso di Ucraina, Georgia, Moldavia e altre ex repubbliche sovietiche nell’Alleanza Atlantica; revocare almeno parte delle sanzioni occidentali; scongelare i beni sovrani russi all’estero e garantire la tutela delle minoranze russofone in Ucraina. In cambio, Putin si dice disponibile a collaborare su un “memorandum” con Kiev, che includa i tempi di un eventuale cessate il fuoco. La posizione ufficiale del Cremlino resta laconica: niente commenti. Le fonti parlano però di un presidente russo pronto a intensificare il conflitto se l’Occidente non dovesse cede. “Se capisce che non può ottenere la pace alle sue condizioni, vorrà dimostrare sul campo che la pace di domani sarà ancora più dolorosa”, avverte una delle fonti. Va detto poi che malgrado tutto quello che sta accadendo, l’amministrazione Usa non farà sanzioni contro la Russia. Trump “non è contento”. Il Presidente degli Stati Uniti torna a parlare di Putin, e dell’Ucraina. Ammettendo che scopriremo tutti, presto, se il presidente russo lo sta prendendo in giro. Trump dice di non aver ancora imposto nuove sanzioni alla Russia perché si sente molto vicino a un accordo. Ma ha insistito sul fatto di essere “molto più duro” di quelli con cui sta negoziando. Tra una domanda e l’altra, nello Studio Ovale, si è infuriato con un giornalista che gli aveva chiesto di commentare “TACO”, un nuovo termine che circola a Wall Street e che sta per “Trump Always Chickens Out”, Trump si tira sempre indietro. Gli operatori di borsa stanno accumulando e svendendo azioni a causa dell’approccio imprevedibile di Trump nell’annunciare dazi e poi ritirarli. Trump ha detto di considerarla una delle domande più sgradevoli che si possano immaginare, e che lui non è un codardo. Anzi, “la gente mi dice il contrario: che sono troppo duro”.

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