Quando l’offerta museale diventa patrimonio identitario di un territorio, allora la cultura non è più commodity al servizio del turismo ma asset dell’attrattività. Una leva capace di creare valore diffuso, inclusivo e volano di una nuova stagione economica e di dialogo tra l’esperienza della montagna e la sua città. Trento, nel caso specifico. ‘Oltre l’outdoor: come trasformare la cultura in un asset strategico dell’offerta. Il caso di Apt Trento’ è infatti il tema al centro di uno dei panel di Destination Lab, giornata di studio e confronto dedicata a destination management organization, enti pubblici e operatori del settore turistico in programma domani al Palacongressi di Rimini. Sul palco Progetto Turismo, società di consulenza trentina specializzata negli studi strategici dell’ospitalità, e Apt Trento. Gli speaker: Matteo Bonazza, direttore generale di Progetto Turismo, Matteo Agnolin, direttore dell’Azienda per il turismo di Trento, e Jennifer Perenzoni, marketing, communication & events team leader dell’Azienda per il turismo di Trento. Modera Silvia Favaro, coordinatrice di Progetto Turismo. “Nel corso dell’intervento racconteremo come, assieme ad Apt di Trento stiamo lavorando per trasformare la cultura in un asset strategico dell’offerta turistica, attraverso la costruzione di una governance collaborativa e di una rete museale integrata – ha spiegato Matteo Bonazza – Il tema della cultura per Trento rappresenta un elemento assolutamente identitario e a noi piace lavorare sui temi identitari perché siamo convinti che permettano di creare uno sviluppo più sostenibile ma soprattutto di lunga durata. Abbiamo costruito un progetto corale, partendo da una fase di analisi che poteva non essere scontata ma che ci ha permesso di capire dove e come intervenire coinvolgendo tutte le principali realtà culturali museali del territorio per definire una strategia comune. Il valore di una governance forte comunica meglio l’offerta culturale della destinazione, agevolando tanto i residenti quanto i turisti. Così il turismo diventa esperienza”. Matteo Agnolin ha sottolineato che “il progetto rientra nel Piano strategico di Apt fino al 2030. Non è un ‘semplice’ documento di indirizzo ma una dichiarazione operativa che partendo dalla necessità di dare una progettualità condivisa ad Apt delinea le direttrici da seguire per raggiungere gli obiettivi di sviluppo concreto del turismo. La cultura è stata identificata come asset principale per costruire un tavolo di lavoro comune con gli interlocutori diretti, creare condivisioni e pratiche sostenibili. Il primo passo per essere più efficaci anche fuori dai confini provinciali. Trento non è solo città alpina ma anche culturale. L’offerta è tanta e forse non ce ne rendiamo conto: il Castello del Buonconsiglio, il Museo delle Scienze, le Gallerie di Piedicastello, il Museo Caproni dell’aeronautica, gli spazi archeologici del Sass e Villa Orfeo solo per citare alcune peculiarità che stiamo facendo dialogare per un’offerta turistica non frammentata ma univoca. Prossimo passo? Coinvolgere il commercio all’insegna del collaborare per crescere”.
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