La guerra di Putin

Ucraina, anche Orban ha il suo piano. Parlano anche Merz e Crosetto

 

“L’Ucraina dovrà diventare uno Stato cuscinetto tra Russia e Nato”. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha sintetizzato così la sua visione per il futuro di Kiev in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt. Secondo il premier, il dopoguerra dovrà portare a “concessioni territoriali inevitabili” a favore di Mosca. Orbán immagina un accordo internazionale in cui “i territori negoziati resteranno sotto controllo russo”, mentre “tutte le terre a ovest di quella linea – fino al confine orientale della Nato – costituiranno uno Stato ucraino ridotto”. Il leader ungherese propone inoltre di “limitare dimensioni e capacità delle forze armate ucraine” presenti nella zona cuscinetto.

Le dichiarazioni giungono all’indomani della sua controversa visita a Mosca, durante la quale ha incontrato Vladimir Putin sostenendo la necessità di un’intesa rapida per chiudere il conflitto, anche al fine di garantire “approvvigionamenti energetici stabili e favorevoli” per l’Ungheria. “È tempo di abbandonare le illusioni e affrontare la realtà delineata nel piano di pace statunitense in 28 punti”, ha affermato Orbán, avvertendo che ulteriori ritardi “favoriranno la Russia, non l’Ucraina”, e comporteranno nuove perdite “di territori e vite umane”.

Secondo Orbán, lo stesso piano americano prevederebbe anche una graduale reintegrazione della Russia nell’economia mondiale: “Le sanzioni saranno revocate nel tempo, i beni congelati serviranno a creare fondi di investimento Usa-Russia e le relazioni commerciali riprenderanno”. Il premier ha infine smentito che i fondi russi contribuiscano al sostegno finanziario di Kiev: “La favola secondo cui gli europei stanno finanziando la guerra con il denaro russo è finita”. M sui destini dell’Ucraina c’è da registrare anche la presa di posizione del cancelliere tedesco Mertz: “L’Ucraina avrà bisogno di un esercito forte anche se verrà firmato un accordo sulla risoluzione della crisi ucraina, ha dichiarato giovedì il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Verrà il giorno in cui verrà raggiunto un accordo di pace, ma l’Ucraina avrà comunque bisogno di forze armate forti”, ha detto Merz, citato dalla rivista Stern. “Le garanzie di sicurezza più importanti sono un equipaggiamento costante e di qualità dell’esercito ucraino, ora e in futuro”. Sull’attuale situazione  anche il nostro ministro della difesa, Crosetto, ha detto la sua in un colloquio con l’emittente francese Lci: “Noi non pensiamo che servano truppe europee in Ucraina, pensiamo di dover costruire prima la condizione di sicurezza dell’Ucraina. All’Ucraina servono aiuti economici, la ricostruzione di ospedali e scuole. Mandare soldati sul terreno sarebbe irrealistico: servirebbero 200-300 mila uomini, cosa impossibile – ha aggiunto – Se creiamo le condizioni per una pace sicura, non c’è bisogno di truppe sul terreno”.

Red

aggiornamento la crisi russo-ucraina

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