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Ucraina, conferenza di pace zoppa senza Cina e Russia con paesi BRICS contrari alla risoluzione

di Giuliano Longo

 

La Svizzera intende discutere i risultati del vertice di pace con la Russia, ma anche con la Cina e altri Paesi che non vi hanno preso parte, hanno dichiarato il capo del Ministero degli affari esteri.

 Ignazio Cassis e la presidente svizzera Viola Amerdin una conferenza stampa dopo il summit.

 

“Abbiamo un’ambasciata attiva a Mosca– ha detto Cassis- e ogni due settimane comunichiamo con il loro ministro degli Affari esteri, e abbiamo anche intenzione di discutere i risultati di questa conferenza con la Russia”.

 

Inoltre  la Svizzera discuterà approfonditamente dei risultati del vertice come con altri paesi “cui abbiamo bussato alle porte  ma non sono venuti, per esempio con la Cina”che senza il coinvolgimento di Mosca hanno rifiutato.

 

Il ministro ha indicato che Cina e Brasile potrebbero prendere una strada diversa e che si tratta anche di trovare un modo per combinare questi diversi approcci. Ma Cassis ha riconosciuto che la stragrande maggioranza delle decisioni prese non potevano essere attuate senza la partecipazione russa

 

La presidente della Confederazione  Viola Amerd ha affermato che, nonostante il mandato d’arresto della Corte penale internazionale nei confronti di Vladimir Putin, la sua presenza potrebbe essere organizzata in ulteriori eventuali conferenze e negoziati di pace in Ucraina, organizzati dalla Svizzera.

 

Alla domanda se è possibile organizzare la visita di Putin in Svizzera, tenendo conto del mandato d’arresto per ulteriori negoziati, Amerd ha detto che ciò è possibile.

 

“Sì, se per tenere una conferenza è necessaria la presenza di uno statista, si può fare un’eccezione. E nel caso dei negoziati di pace in Ucraina con la Russia, questa sarebbe proprio una decisione del genere”,ha detto.

 

Anche per  Ignazio Cassis “ciò è possibile in conformità con le nostre leggi. Naturalmente dobbiamo farlo insieme alla Corte penale internazionale, ma come Stato ospitante possiamo fare un’eccezione.”. 

 

I partecipanti al Summithanno pubblicato un comunicato congiunto sui fondamenti della pace firmata da 80 Stati e 4 organizzazioni Internazionali.  Non è statO invece sottoscrittO da importanti paesi come India, Sudafrica, Arabia Saudita, Thailandia, Indonesia, Messico, Emirati Arabi Uniti e Brasile, cioè da alcuni stati che insieme ad altri fanno parte dei BRICS, gruppo di paesi emergenti che comprendono anche la Russia, che non è stata invitata alla conferenza.

 

Nella mattinata di oggi 17 giugno il ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kulebaha dichiarato ai giornalisti che la presenza della Russia al tavolo dei negoziati è necessaria per porre fine al conflitto in Ucraina.  E’  ovvio ha detto  che “sono necessarie entrambe le parti. Naturalmente capiamo perfettamente che verrà il momento in cui sarà necessario parlare con la Russia”.

Kuleba aa anche riconosciuto la diversità delle opinioni dei paesi occidentali e del Sud del mondo su come porre fine al conflitto. “Ieri si sono sentite voci dal Sud del mondo riguardo ai difficili compromessi che devono essere raggiunti. Questo non è il linguaggio che sentiamo dai partner occidentali”,ha aggiunto.

Le autorità russe hanno ripetutamente sottolineato che la crisi ucraina non può essere risolta senza la partecipazione di Mosca, e quindi la conferenza svizzera si è rivelata in concludente (e costosa).

Per il  quotidiano Isvetzia“ l’‘incontro, inizialmente concepito come un passo significativo verso la risoluzione del più grande conflitto armato in Europa dalla seconda guerra mondiale, si è concluso con l’adozione di un comunicato finale in cui non c’era una parola sulla necessità di sospendere le ostilità in Ucraina, mentre ci si è concentrati  su tre dei dieci punti: questioni umanitarie, nucleare e sicurezza alimentare”.

Nel documento finale si parla della necessità di restituire la centrale nucleare di Zaporozhye sotto il controllo di Kiev, di garantire la libertà di navigazione nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, nonché lo scambio di prigionieri secondo il principio “tutti per tutti”.

Foto: REUTERS/MICHAEL BUHOLZER

Tuttavia, anche un simile gesto diplomatico da parte degli organizzatori “non potrebbe influenzare la volontà dei paesi del Sud del mondo di sostenere almeno parzialmente la ‘formula Zelenskyj’ ”.

 

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidanha sottolineato che “il vertice avrebbe potuto essere più orientato ai risultati se l’altra parte in conflitto se la Russia, fosse stata presente in sala”. Una posizione che alcumi media russi accusano di“doppiezza”

 

Tuttavia, Mosca ha ripetutamente affermato di non sostenere la conferenza  poiché la vede come un tentativo di imporle un ultimatum sotto formadella “formula Zelenskyj”.

 

Sempre secondo la stampa russa, e non solo,  che alla conferenza di Bürgenstock solo 57 Stati erano rappresentati da presidenti e capi di governo, gli altri  da figure minori.. La maggior parte di loro sono partner e alleati degli Stati Uniti.

 

Inoltre, sempre secondo Isvetzia,  “l’evento svizzero è stato parzialmente ignorato dalla Casa Bianca: la parte americana era rappresentata dalla vicepresidente Kamala Harris, la quale , senza attendere la fine del vertice, è tornata a Washington la sera del 15 giugno, mentre il consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, Jake Sullivan, è rimasto a rappresentare la posizione degli Stati Uniti”.

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore13.08

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