La guerra di Putin

Ucraina, la vana attesa di un “cessate il fuoco” e i pericoli di una escalation

Nonostante le voci diffuse nelle capitali europee e a Washington è davvero improbabile un “cessate il fuoco”sul fronte ucraino. E’ pure vero che Putinha presentato una sua proposta, ma questa richiederebbe una soluzione politica ancora molto lontana se non impossibile.

Negli Stati Uniti e in Europa è ormai diffusa l’opinione che Kiev  non può vincere la guerratanto che i media governativi americani, come laCNBCne  parlano, ma il dilemma è: cosa dovrebbero fare la Nato e gli Stati Uniti di fronte a una sconfitta dell’Ucraina?

Un’opzione è quella di ottenere un accordo di cessate il fuoco con negoziati fasullicon la Russia per  poi riprendere i combattimenti dopo che l’Ucraina avrà addestrato un altro esercito e sarà passata nuovamente all’offensiva.

Ma la Russia probabilmente non abboccherà  dal momento che i leader occidentali, in particolare l’ex cancelliere tedesco Angela Merkel, hanno dichiarato pubblicamente che i negoziati di Minsk 2014 e nel 2015  erano uno stratagemma per  guadagnare tempo, mentre la NATO addestrava le truppe ucraine, impiegava enormi risorse di intelligence e  consegnava loro massicci armamenti per prepararlo all’attacco.

Una  lezione dura per Vladimir Putin, che si fidava di Merkel e ora non si fiderà di nessun europeo, perché ha capito che tutte le “iniziative di pace”  a suo tempo promosse promosse dal cancelliere tedesco Olof Schulz e dal presidente francese Emmanuel Macronavevano lo scopo di ingannare la Russia.

Dimitry Medvedev, l’enfant terribile della Russia e ora vicepresidente del suo Consiglio di sicurezza, ha detto all’agenzia di stampa russa, TASS,che Mosca parlerà solo con un nuovo governo ucraino senza l'”attuale cricca” di governanti,ovvero Zelenskyj e i suoi sodali.

Quindi sta parlando della necessità di un cambio di regime a Kiev che probabilmente è anche nelle speranze di Putin.

Sicuramente i russi non vogliono avere  a che fare con un altro governo ostileche ha giocatori comeKyrylo Budanov,  capo dell’intelligence segreta ucraina, incriminato e ricercato da Mosca per aver compiuto omicidi politici in Ucraina e nei territori della Federazione, con operazioni spesso riuscite.

Washington e la CIA apprezzano Budanovche riesce  a distruggere le infrastrutture critiche nel Donbass, in Crimea e in Russia, uccidendo allo stesso tempo i presunti nemici che includono ufficiali militari russi. Non solo, ma fa tutto questo a buon mercato, rispetto al costo delle massicce consegne di armi. Quindi Kyrylo gode del  sostegno mirato delle spie statunitensi ed europee nonché dei dissidenti antiPuti in Russia e Ucraina.

Ne frattempo Zelenskyj ha creato un problema senza via d’uscita convincendo la Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, a sostenere il suo decreto presidenziale in cui dichiarava illegale negoziare con la Russia finché le truppe della Federazione non avessero lasciato tutta l’Ucraina, compresa la Crimea.

 E per non farsi mancare niente  ha chiesto che Putin e altri fossero processati per crimini di guerra.Ovviamente questo decreto non solo blocca i negoziati con la Russia, ma anche se Zelenskyj decidesse di dimenticarlo,i russi invece non lo dimenticheranno.

 Nei prossimi giorni l’Ucraina intensificherà gli attacchi contro le risorse russee rinnoverà i bombardamenti sulla Crimea, con l’intenzione di inviare a Putin un messaggio quanto più duro possibile. Se ciò accadrà, con il sostegno degli Stati Uniti e della NATO, ci si avvierebbe verso una escalation da parte russa, con altri obiettivi che non siano quelli del mantenimento di territori attualmente occupati.

Fino a poco tempo fa, la Russia aveva l’obiettivo di far uscire la NATO dall’Ucrainae smilitarizzarla. Su questa base il Cremlino pensava che una volta terminata la guerra a condizioni favorevoli, con la NATO fuori e l’Ucraina smilitarizzata, Kiev avrebbe potuto chiedere garanzie di sicurezza a qualsiasi paese di sua scelta.

Ma l’atteggiamento della Russia riguardo agli obiettivi della guerrapotrebbero cambiare. I commenti di Medvedev sul “cambio di regime”ucraino sono una eventuale  possibilità sul tavolo. Ovviamente su quello stesso tavolo  ci sarebbero anche le conquiste territoriali che la Russia potrebbe voler consolidare.

Ma il “punto forte”è la visione di Mosca su come potrebbe essere la futura Ucraina. Un modello potrebbe comportare il mantenimento delle conquiste territoriali e chiedendo un cambio di governo a Kiev meno ostile a Mosca. Ciò non può essere organizzato attraverso le elezioni, ma dovrebbe avvenire attraverso una sorta di colpo di stato. Dato che in Ucraina non ci sono elezioni, un cambio di governo può avvenire solo con mezzi non costituzionali.

Il secondo modello suggerisce che l’Ucraina potrebbe essere suddivisa in tre parti. La prima riguarderebbe i territori annessi alla Russia. La seconda parte potrebbe ave un governo amico di Mosca  a Kiev. La terza potrebbe essere  uno “stato”gestito dall’Ucraina  occidentale con legami politici con la Polonia.

I russi stanno già parlando della necessità di una “zona cuscinetto”per salvaguardarsi dagli attacchi sul loro territorio con i missili a lungo raggio ATACMSe il possibile trasferimento dei Taurustedeschi, ma dovrebbe essere una “zona cuscinetto”   ben a ovest delfiume Dnepr.

Se il governo di Kiev venisse rovesciato, ciò che resta di esso potrebbe ritirarsi a Lvov o in qualche altra località a ovest che possa essere protetta dalla NATO, realizzando così la zona cuscinetto.

Fantapolitica o meno l’incognita in tutta  questa storia  è la NATO e, in particolare quei paesi dell’Alleanza disposti a impegnarsi in un conflitto con Mosca,ma l’Allenza non può impegnare forze di terra perché non ha un numero sufficiente di soldatie rischia di lasciare alcuni paesi indifesi e altamente vulnerabili, in particolare gli Stati Baltici.

In pratica significa che se la NATO utilizzerà direttamente la sua forza militare in Ucraina, lo farà con aerei per bombardare posizioni militari russe, o eventualmente attaccherà l’alleato della Russia, la Bielorussia o, in alternativa, tenterà di chiudere l’enclave strategica russa a Kaliningrad(ex Königsberg) il cui controllo fu garantito all’URSS con gli accordi  del 1945.

Altri hanno suggerito che gli alleati potrebbero attaccare laTransdenistra, che è un’area separatista lungo il confine orientale della Moldavia. Lì c’è una guarnigione russa (forza di pace) ma nessun ponte terrestre diretto che consenta ai russi di difendere il territorio. Mentre Kaliningrad invece è fortemente difesa.

Tocca poi vedere se  tutti i membri dell’Alleanza accetterebbero di attuare l’Articolo 5 del Trattato per iniziare una guerra con la Russia, ormai consapevoli di camminare su uno strato di ghiaccio molto sottile non avendo il pieno sostegno dell’opinione pubblica per imbarcarsi in un conflitto diretto con la Russia. Senza contare che la leadership europea è già in fase di transizionee lo sarà ancora di più con l’avvicinarsi dell’estate e delle nuove elezioni.

Dato che gli arsenali europei sono quasi esauriti, le forze terrestri europee sono per lo più in cattive condizioni (esclusa la Polonia) e la sua potenza aerea europea è sopravvalutata, la migliore politica della NATO potrebbe essere quella di cercare di trovare un modo per parlare con i russi prima o dopo il crollo dell’Ucraina.

Ma  il l Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha già annunciato di aver autorizzato Kiev a colpire obiettivi all’interno della Russia con jet F-16 di prossima consegna. In risposta, i russi hanno affermato che se gli aerei F-16 fabbricati dagli Stati Uniti colpissero la Russia, l’Ucraina potrebbe non essere più l’unico obiettivo. Con chiara allusione ai Paesi europei confinanti o che forniscono basi di partenza, più o meno dirette, a questi aerei.

 GiElle

aggiornamento la crisi russo ucraina ore 11.37

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