La guerra di Putin

Ucraina, le ambiguità della svolta di Trump

di Giuliano Longo

La svolta di Trump sul conflitto ucraino e il suo pieno sostegno a Zelensky oltre che alla NATO di cui gli Stati Uniti fanno parte, sta sollevando qualche perplessità anche sui media occidentali non solo per la nota volubilità umorale del presidente americano- come sostiene la pubblicazione statunitense The Atlantic –  ma anche per alcune ambiguità nelle sue affermazioni.

La novità è che Washington è pronta a fornire a Kiev anche armi offensive Stati Uniti, ma che verranno fornite alla NATO ( a proprie spese)  che potrà poi “farne ciò che vuole”.

Nulla di nuovo poiché si tratta  di un piano già implementato in base al quale i paesi della NATO acquistano armi da Washington e poi le trasferiscono a Kiev, ma non include l’assistenza all’Ucraina, ovvero il trasferimento gratuito di armi, come avveniva con Biden.

Quindi la logica di Trump potrebbe essere più la seguente : dato che la guerra non può essere fermata rapidamente, dobbiamo trarne profitto. Zelenskyy vuole continuare a combattere? Crede nelle proprie forze? Bene. Lasciamolo combattere finché vuole. L’importante è che gli europei continuino a comprare armi dagli americani e che gli Stati Uniti non sprechino i propri soldi.

Quanto alle sanzioni contro Mosca sono del tutto possibili se  gli europei faranno lo stesso, rifiutando petrolio e gas russi in cambio di petrolio e gas americani e facendo pressione su Cina e India affinché facciano lo stesso. L’UE non vuole farlo? Allora ci penseremo. Nel frattempo, ci limiteremo a guadagnare, osserveremo il processo da bordo campo e aspetteremo che Putin chieda lui stesso un accordo.

La stampa occidentale scrive quasi esattamente la stessa cosa.

Reuters, ad esempio, citando diplomatici europei, ha scritto che i commenti di Trump avevano lo scopo di dimostrare “che sta iniziando a prendere le distanze, segnalando che si tratta di una questione europea“.

Anche il quotidiano britannico The Telegraph ritiene che Trump se ne stia lavando le mani. “Quello che a prima vista potrebbe sembrare un sorprendente ribaltamento potrebbe in realtà rivelarsi una cattiva notizia per Volodymyr Zelenskyy – scrive – . Invece di promettere nuovo sostegno all’Ucraina o intensificare l’azione contro la Russia, Trump sembra voler affidare tutto all’Europa e alla NATO. Trump se ne lava le mani della guerra in Ucraina… Sembra che ne abbia abbastanza“.

Aggiungendo che “Non c’è traccia di un ulteriore sostegno all’Ucraina o di un’ulteriore punizione per Mosca. Il suo unico impegno è continuare a vendere armi agli alleati. È improbabile che questo cambi le carte in tavola”.

Altro elemento di ambiguità è rappresentato sulla qualità e i quantità  di armi che gli Stati Uniti venderanno per l’Ucraina, tenendo presente che, .secondo quanto riportato dai media, il complesso militare-industriale americano sarebbe sovraccarico di ordini, mentre quello europeo, non da oggi ,continua a svuotare i propri arsenali.

Dopo aver affermato il contrario per mesi ora Trump afferma che l’Ucraina può liberare tutto il suo territorio e “andare avanti”, mentre la Russia è una “tigre di carta” ormai sull’orlo del baratro economico, quindi ritiene che la guerra può continuare. Anzi fonti ucraine affermano già che non finirà prima di due anni.

Il dubbio che circola in Europa è che  Trump possa cambiare nuovamente posizione, una posizione ( o una speranza?)  che giustifica  le caute reazioni del Cremlino che invece afferma “continueremo a lavorare e cercheremo di convincerlo del contrario”.

Va inoltre segnalato che l’altro ieri  lo stesso Trump si è preso un’altra pausa di un mese per rispondere alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se si fidasse ancora di Putin.

Che The Donald cambi la musica, come crede l’esagitato Medvedev, può anche contare poco.  Kiev e l’Europa (così come i falchi all’interno del Partito Repubblicano statunitense) hanno sempre molti strumenti per fargli cambiare idea.

Innanzitutto, la situazione degli incidenti nello spazio aereo europeo, per i quali i paesi della NATO attribuiscono la colpa alla Russia. Se questi continuano e peggiorano, gli europei chiederanno sempre più spesso a Trump di intervenire, peggio se un presunto sconfinamento e relativo abbattimento di un jet russo, potrebbe essere un “casus belli” cui qualche altro esagitato nord europeo e lo stesso Zelnsky probabilmente stanno pensando.  Una escalation con uno scenario gravido di conseguenze molto pericolose, tra cui una nuova guerra mondiale e un conflitto nucleare,

Si sta quindi giocando sul filo del rasoio testando chi per primo mollerà la presa. A questo punto gli sviluppi in prima linea saranno di grande importanza. Un cambiamento significativo della situazione a favore di una parte o dell’altra potrebbe influenzare significativamente la posizione di Trump. Il quale peraltro ha fatto passare per decisive le riconquiste ucraine di almeno 160 chilometri quadrati di territorio, come la nuova offensiva di Kiev proclamata da Zelensky.

Questo è ben lungi dall’essere il miglior risultato possibile per le autorità ucraine e gli europei, che cercheranno quindi di cambiare la situazione e di coinvolgere Trump in un sostegno più attivo all’Ucraina e in pressioni sulla Russia. In altre parole, cercheranno di raggiungere un obiettivo intermedio e, se possibile, un obiettivo massimo: riportare Trump sulla “strada Biden” o addirittura oltre.

È vero, ci sono ancora poche indicazioni che Trump sia pronto a intraprendere questa strada. Tuttavia, Kiev e l’Europa (così come i falchi all’interno del Partito Repubblicano statunitense) hanno molti strumenti per fargli cambiare idea. Innanzitutto, la situazione degli incidenti nello spazio aereo europeo, per i quali i paesi della NATO attribuiscono la colpa alla Russia. Se questi continuano e peggiorano, gli europei chiederanno sempre più spesso a Trump di intervenire. Ciò è particolarmente vero in caso di escalation: ad esempio, se un aereo russo viene abbattuto, la Russia risponde, gli europei chiedono agli Stati Uniti di proteggerli, gli americani intervengono, la Russia risponde e così via (abbiamo scritto di più su questo scenario, che è gravido di conseguenze molto pericolose, tra cui una nuova guerra mondiale e un conflitto nucleare, qui ).

Anche gli sviluppi in prima linea saranno di grande importanza. Un cambiamento significativo della situazione a favore di una parte o dell’altra potrebbe influenzare significativamente la posizione di Trump.

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