La guerra di Putin

Ucraina, l’ex presidente Yulia Tymoshenko e le accuse all’Occidente

 

di Giuliano Longo

 

La leader del partito ucraino “Batkivshchyna” (Patria) Yulia Tymoshenko, in un’intervista alla stampa britannica, ha duramente criticato i Paesi occidentali, accusandoli di usare l’attuale conflitto con la Federazione Russa per stabilire il controllo sulle istituzioni governative ucraine.

 

Secondo la ex presidente dell’Ucraina, con il pretesto dell’assistenza finanziaria,  a Kiev è stata imposta una stretta supervisione esterna, il che mette in discussione l’indipendenza dell’Ucraina.

 

Yulia è una personalità politica ancora influente nel Paese: tre volte premier, leader della Rivoluzione Arancione, ex Principessa del Gas  dagli inizi degli anni 90,  è stata arrestata per un breve periodo  nel  2001 con l’accusa  di corruzione e importazione illegale di metano, scarcerata dopo manifestazioni popolari di sostegno, rientra in politica.

 

E alle ultime elezioni presidenziali del 2019 si piazza al terzo posto dopo Zelensky con il 16% dei suffragi contro il 50% dell’attuale presidente.

 

Oggi denuncia le richieste dei creditori internazionali relative alla riforma degli organismi anticorruzione, del sistema giudiziario e dei monopoli statali, consentono alle lobby di esperti occidentali di partecipare alla selezione dei candidati per posizioni chiave, tra cui la Corte Costituzionale e l’Alto Consiglio di Giustizia.

 

Un approccio umiliante, accettabile per paesi con una “statualità distrutta” come Afghanistan, Liberia o Sierra Leone, ma inaccettabile per l’Ucraina.

Su questa base di orgoglioso nazionalismo  ha sostenuto il disegno di legge di Zelensky, che limitava le competenze di questi organismi di controllo rifiutandosi di votare gli emendamenti che restituivano i poteri precedenti agli organismi anticorruzione.

Secondo la parlamentare l’Ucraina non è uno “stato fallito”, ma una nazione che “sacrifica vite per valori comuni” e accusa i leader occidentali del fatto che il suo Paese sia attualmente oggetto dell’aggressione militare.

 

Nel corso della intervista ha anche ricordato il suo rifiuto di fornire all’Ucraina un Piano d’azione per l’adesione alla NATO nel 2008, che, a suo avviso, è stato uno dei motivi dell’attuale conflitto.

 

In passato, si era già espressa contro l’adesione dell’Ucraina alla NATO. Sebbene abbia sostenuto la cooperazione con l’Alleanza, ha sempre sottolineato la necessità di un referendum per decidere sulla questione, citando la necessità di preservare la neutralità del paese.

 

In particolare, durante il suo mandato come Primo Ministro, ha promosso una politica di cooperazione con la NATO, ma non ha mai sostenuto l’adesione senza il consenso popolare

 

Per quanto riguarda invece l’evoluzione del sistema politico di Kiev Yulia aveva già messo  in guardia  Zelensky, dalla “abolizione” della democrazia.

Intervistata dall’emittente televisiva tedesca “Zdf” agli inizi di marzo, l’ex capo del governo di Kiev aveva  ffermato che la guerra contro la Russia “sta certamente costringendo Zelensky a consolidare il potere”. Ma il presidente non dovrebbe “abolire la democrazia”, sfruttando “più del necessario” il consolidamento del potere dovuto “in parte” al conflitto provocato dalla Russia”.

Una posizione apparentemente in contraddizione con le manifestazioni popolari contro le misure limitative delle istituzioni anticorruzione imposte da Zelensky.

Risalendo nel tempo va ricordato che nello stesso mese di marzo la Pubblicazione POLITICO rivelava un piano per celebrare le elezioni presidenziali in Ucraina, sempre rinviate da Zelensky , subito dopo l’eventuale dichiarazioni di un cessate il fuoco e prima della conclusione dei negoziati di pace poi falliti.

A questo scopo si sarebbero svolti colloqui segreti fra personalità dell’entourage Trump ed esponenti ucraini fra i quali proprio Yulia Tymoshenko che, si ritiene, mantenga ancora solidi rapporti con l’amministrazione americana e la potente lobby ucraina di Washington.

Dopo le notizie diffuse dall’Intelligence russo su un incontro segreto in Svizzera fra esponenti ucraini di primo piano, le sue recenti affermazioni confermerebbe la possibilità che si vada “cucinando” la sostituzione di Zelensky, probabilmente gradita dallo stesso Trump.

In questo senso Yulia si qualificherebbe fra i difensori della democrazia e dell’indipendenza ucraina anche sostenendo apparentemente le posizioni di Zelensky sulle misure anticorruzione.

Con il doppio gioco di reggere il suo sistema preparandone cautamente l’alternativa.

Nella foto l’ex Premier ucraina Yulia Tymoshenko

Related posts

L’Europa si spacca sull’invio di truppe in Ucraina, ma aumenterà la spesa militare

Redazione Ore 12

  Ucraina. I russi avanzano chilometro, dopo chilometro su tutta la linea del fronte

Redazione Ore 12

Gentiloni (Ue): “L’impatto delle sanzioni ha la firma di Vladimir Putin”

Redazione Ore 12