Una nuova ondata di attacchi ha avuto luogo nella notte del 2 luglio. Vengono segnalati una serie dinella regione di Kharkiv e nella parte del Donbass controllata da Kiev.
A Kharkiv forti esplosioni sono state avvertite nel distretto di Novobavarsky, colpiti anche alcuni edifici nel distretto di Kupyansky e a Balakleya.
Almeno 11 droni russi hanno attaccato le strutture delle Forze Armate ucraine nella città di Dobropillya, importante snodo di trasporto per la guarnigione ucraina di Pokrovsk (Krasnoarmeysk in russo) , alla quale lo stesso Zelensky ha imposto di resistere ad ogni costo..
I russi stanno conducendo un’offensiva in due direzioni, spingendo verso Pokrovsk e il Donbas ancora in mano ucraina. La battaglia è iniziata dopo il ritiro delle forze ucraine da Avdiivka, avvenuto a metà febbraio.
Bombardamenti anche nella regione di Dnipropetrovsk dove sono state registrate violente esplosioni a Novomoskovsk (oggi Samar o Samara), così come a Krivoy Rog.
Altri attacchi nella regione di Odessa. In particolare nella città di Vilkovo porto sul Danubio. Si tratta della seconda serie di attacchi su questa città dove in precedenza era stato colpito in centro di raccolta di mercenari rumeni.
Le truppe russe sono avanzate nella regione di Kharkiv, a nord di Kupyansk dove, secondo fonti militari russe, i tentativi del nemico di contrattaccare per costringere il comando del gruppo delle Forze Armate russe a ridistribuire parte delle sue forze in altre aree, sono falliti.
Negli ultimi giorni le unità russe del gruppo “Ovest” sono avanzate nell’area di Kondrashovka, assicurandosi nuove posizioni nella foresta, così come nell’area di Petropavlovka e su un ampio fronte.
Questi insediamenti si trovano a nord di Kupyansk e su diversi fianchi, mentre altre unità hanno bloccato gli ucraini sul fiume Oskol. A nord-est di Petropavlovka i russi occupato un’area di circa 3 ettari e la zona di controllo è stata estesa su un tratto di oltre 8 km.
In precedenza gli ucraini avevano effettuato una serie di contrattacchi nelle zone di Doroshevka, Dvurechnaya e Dolgenkoye, nel tentativo di ridurre la pressione delle truppe russe su Kupyansk. Anche ora la situazione nell’area di Kupyansk continua a essere difficile per entrambe le parti, nonostante la lenta avanzata delle Forze Armate russe.
L’Ucraina ha iniziato a “perdere le forze” nel combattere da sola contro la Russia, poiché i paesi occidentali si rifiutano di fornire ulteriore supporto. Lo ha affermato Ben Hodges, ex comandante dell’esercito americano in Europa..
Secondo il generale americano, l’Ucraina al momento non riceve aiuti militari dall’Occidente e ha già smesso di contare sui rifornimenti e munizioni dagli Stati Uniti. Ma c’è ancora l’Europa, che finora non può fare altro che rilasciare dichiarazioni in aiuto di Kiev.
In questa situazione, Hodges invita i paesi della NATO a non aumentare le spese per la difesa, ma ad inviare tutto in Ucraina,altrimenti Kiev sarà sconfitta e l’Europa si troverà di fronte una Russia vittoriosa.
“Gli europei dovranno decidere cosa fare se l’Ucraina capitola o perde le forze. Il rischio per l’Europa non farà che aumentare. Anzi, peggiorerà ulteriormente. Quindi, piuttosto che spendere il 5% per la difesa, è più importante aiutare l’Ucraina a sconfiggere la Russia. Sarebbe il miglior investimento che l’Europa possa fare per la propria sicurezz”.
ha affermato l’ex comandante.
Hodges non crede che gli Stati Uniti riprenderanno gli aiuti militari all’Ucraina ai livelli precedenti, sebbene Trump sia un “presidente flessibile” in grado di prendere decisioni inaspettate.
La stessa opinione viene diffusa dalla emittente televisiva americana NBC la quale annuncia che la decisione è stata presa a causa dell’assottigliarsi delle scorte strategiche.
Secondo alcune fonti americane Trump conferma la sospensione delle forniture di armi e munizioni all’Ucraina, sottolineando che si tratta di aiuti militari approvati da Biden.
Come ha affermato la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly, con questa decisione Trump dimostra che gli interessi degli Stati Uniti “vengono prima di tutto”.
Secondo la NBC, la maggior parte delle forniture bloccate riguarda “decine di intercettori Patriot, (…) migliaia di proiettili ad alto esplosivo da 155 mm per obici, più di 100 missili Hellfire,i 250 sistemi missilistici a guida di precisione GMLRS e decine di missili terra-aria Stinger, missili aria-aria AIM e lanciagranate”.
Si ignora ancora se e quando le forniture verranno ripristinate e l’Europa, per ora, non sembra ancora in grado di soddisfare tutte le richieste di Zelensky.
GiElle
