La guerra di Putin

Ucraina, Starmer: «Non è un conflitto lontano, ci riguarda da vicino»

di Giulia Rocchetti

Nel giorno del quarto anniversario dall’invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, il primo ministro britannico Keir Starmer ha voluto aprire la riunione di gabinetto con un breve intervento dedicato al conflitto, tracciando un bilancio politico e morale degli ultimi quattro anni di questa guerra scoppiata nel cuore dell’Europa. Un messaggio rivolto alla stampa ma soprattutto ai ministri riuniti a Downing Street, in un giorno che segna l’inizio del quinto anno di guerra. L’intenzione era quella di riaffermare la linea del governo britannico e di consolidare l’impegno del Regno Unito al fianco di Kiev: «Non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito» ha dichiarato Starmer, secondo quanto riferisce il Guardian. «Riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso». Il premier ha scelto la sede del gabinetto per ribadire che la guerra in Ucraina non è da considerarsi una crisi geopolitica “esterna”, ma una questione che tocca direttamente gli interessi del Regno Unito. Nel suo discorso, Starmer ha elogiato la resilienza del popolo ucraino, sottolineando come la resistenza di Kiev rappresenti una difesa concreta dei principi identitari condivisi dall’Occidente. La sovranità nazionale, il rispetto del diritto internazionale e la libertà di autodeterminazione sono, secondo Starmer, valori che il Regno Unito non può permettersi di considerare astratti, e ha sottolineato come le conseguenze della guerra ricadano direttamente sui cittadini. Dai costi dell’energia alla stabilità delle catene di approvvigionamento, fino alle implicazioni sulla sicurezza europea, la guerra continua a produrre effetti tangibili sull’economia e sulla politica britannica. Per questo, Londra deve mantenere una strategia «chiara e di lungo periodo». Il Regno Unito ha finora sostenuto l’Ucraina con aiuti militari, programmi di addestramento e sanzioni contro Mosca, consolidando una posizione che Starmer ha voluto ribadire davanti ai suoi ministri: la linea non cambia. «La libertà e la dignità delle persone non sono negoziabili» ha affermato, invitando il governo a considerare il conflitto una priorità non solo strategica ma anche morale. A quattro anni dall’inizio della guerra, il messaggio politico che emerge dal gabinetto britannico è chiaro: l’Ucraina non è una questione distante. Quando il conflitto finirà le sue conseguenze ricadranno anche sulla Gran Bretagna. Per questo, secondo Starmer, il Regno Unito deve continuare a essere parte attiva nel sostegno a Kiev.

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