Cronaca

Urbanistica milanese, nuovo maxi-sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza

Nuovo sequestro nella maxi indagine sulla gestione dell’urbanistica a Milano. Questa volta il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, in esecuzione di un provvedimento del gip, ha messo i sigilli a un palazzo in zona Brera, in pieno centro storico. Si tratta di un complesso residenziale di lusso – due edifici di 4 e 11 piani – in via Anfiteatro, su un’area rimasta vuota dal 2006 in seguito alla demolizione di un palazzo settecentesco composto da due corpi di 5 e 3 piani. In questo capitolo di inchiesta, che riguarda abusi edilizi e ipotizza anche il falso, ci sono 27 indagati. Il caso era già spuntato negli atti dei pm. Durissimo l’atto d’accusa dei Pm: “A tutt’oggi gli uffici del Comune di Milano non hanno messo in discussione le pratica edilizie di cui è causa, perché ciò significherebbe ammettere di aver consentito l’incontrollata azione di falsificazione, nelle relative pratiche edilizie” che riguardano gli immobili nelle zone più caratteristiche della città. Considerazioni dei pm riportate dal gip Mattia Fiorentini nel provvedimento con cui ha disposto il sequestro preventivo del cantiere. “Opera di sfaldamento e falsificazione, protrattasi, (…) per oltre un quindicennio, che ha ad oggetto aree ed ambiti tra i più preziosi del centro storico ed identitario del territorio della città”. “Il dato di fatto che a giudizio dell’ufficio scrivente”, ossia la Procura, “desta ulteriore allarme, è che tale sistema di illegalità manipolatoria e di falsificazione ideologica dei titoli edilizi e alterazione del procedimento (di cui il caso di via Anfiteatro e via Zecca Vecchia sono solo fulgidi esempi) nonostante le apparenze non si arresta ed è ancora pervasivo”. Per i pubblici ministeri titolari delle indagini, “al di là della dichiarazioni di intenti delle circolari n. 3 e 4 di marzo del 2024 dei direttori e dei dirigenti degli uffici dell’edilizia” di Palazzo Marino “non risulta che nel presente caso e in altri enunciati (via Crescenzago, cortile di via Compagnoni, torre di via Stresa, via Anfiteatro, via della Zecca Vecchia e in moltissimi altri) il gruppo di lavoro del direttori e dirigenti abbia rivisto le pratiche e compiuto istruttorie, attenendosi alle indicazioni date dal gip” nei casi che ha trattato in precedenza “come era stato, appunto, dichiarato che avrebbe fatto. Non è dato sapere nemmeno, ad esempio, quali siano state le iniziative del gruppo in ordine ai numerosissimi casi di costruzioni in cortile, con Scia e definite di ristrutturazione” in merito ai quali la Procura “aveva chiesto formalmente di essere informata”.

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