Esteri

Vaticano: Papa, viaggio in Africa messaggio di pace in momento di guerra

di Antonio Modaffari (*)

Città del Vaticano (Vaticano) Un viaggio come “messaggio di pace in un momento storico marcato da guerre e da gravi e frequenti violazioni del diritto internazionale”. Papa Leone XIV nel corso dell’udienza generale del mercoledì ha voluto condividere con i fedeli gli 11 giorni del suo terzo viaggio apostolico. Dall’Algeria alla Guinea Equatoriale passando per Camerun e Angola. Migliaia di persone incontrate in quella che è stata una vera e propria “festa di gioia cristiana”. Nella sua catechesi Leone, che era accompagnato sul Sagrato di Piazza San Pietro dal nuovo Prefetto della Casa Pontificia, monsignor Petar Rajic, non ha mancato di ricordare la tappa sui luoghi di Sant’Agostino, in Algeria, dove ha toccato con mano che “è possibile vivere insieme come fratelli e sorelle, anche di religioni diverse”.

Il Papa ha voluto sottolineare anche un aspetto dei giorni vissuti in Camerun che hanno fatto emergere i bisogni dell’intero continente ossia “quello di un’equa distribuzione delle ricchezze; quello di dare spazio ai giovani, superando la corruzione endemica; quello di promuovere lo sviluppo integrale e sostenibile, opponendo alle varie forme di neo-colonialismo una lungimirante cooperazione internazionale”. E se gli incontri in Angola sono stati il momento per “assicurare la volontà della Chiesa Cattolica di continuare a dare” un contributo “in particolare in campo sanitario ed educativo”, l’ultima parte vissuta in Guinea Equatoriale resterà indimenticabile per Prevost che ha detto: “Non posso dimenticare ciò che è accaduto nel carcere di Bata, in Guinea Equatoriale: i detenuti hanno cantato a gola spiegata un canto di ringraziamento a Dio e al Papa, chiedendo di pregare ‘per i loro peccati e la loro libertà’. Non avevo mai visto nulla di simile. E poi hanno pregato con me il ‘Padre nostro’ sotto una pioggia battente. Un segno genuino del Regno di Dio”. Nel corso dell’udienza il Papa ha voluto poi ricordare la situazione di violenza che si vive in Colombia (“Esorto tutti a respingere ogni forma di violenza e a scegliere con fermezza la via della pace”) e ha avuto un pensiero per il Medioriente, in particolare per la popolazione del Libano. Il Pontefice ha anche ricordato l’anniversario della “liberazione del campo nazista tedesco di Dachau”. Infine, nel giorno della memoria liturgica di Santa Caterina l’appello ai giovani: “Siate innamorati di Cristo, come lo fu Caterina, per seguirlo con slancio e fedeltà”.

(*) La Presse

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