La guerra di Putin

Vertice Ucraina- Russia, Zelensky: “Aspetto Putin in Turchia giovedì, basta scuse”

“Attendiamo un cessate il fuoco completo e duraturo, a partire da domani, per fornire le basi necessarie alla diplomazia. Non ha senso prolungare le uccisioni. E aspetterò Putin in Turchia giovedì. Personalmente. Spero che questa volta i russi non cerchino scuse”. Così, su X, Volodomyr Zelensky risponde all’invito di Putin a prendere parte a negoziati di pace diretti in Turchia giovedì prossimo. Secondo quanto affermato dal presidente russo, “non è escluso” che le trattative possano condurre a “una nuova tregua”. Un riferimento apparente, questo, alla richiesta di cessate il fuoco senza condizioni per una durata di 30 giorni avanzata ieri dai capi di Stato e di governo dell’Unione Europea giunti a Kiev insieme con il primo ministro inglese Keir Starmer per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’eventuale incontro tra Zelensky e Putin è stato commentato positivamente dal ostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Che Putin e Zelensky siano pronti a incontrarsi è un passo avanti decisivo, dobbiamo favorirlo in ogni modo. Ma le trattative si fanno con un cessate il fuoco che non può essere di tre giorni. Serve una vera tregua. Se confermato, questo è il primo passo nella direzione di un negoziato e di un obiettivo a cui lavoriamo da mesi, una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per l’Europa”. Tajani ha poi aggiunto: “stiamo organizzando la grande conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina, in programma a Roma il 10 e 11 luglio”.

“A Kiev l’Italia c’era e in Europa l’Italia c’è”, sottolinea Tajani. “La Polonia è un grande Paese. E lo è l’Italia. Prova ne sia la riunione di domattina (oggi, ndr ) a Londra con i vertici della Ue, tra i ministeri degli Esteri di Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito. Il gruppo Weimar discuterà degli scenari di crisi e farà il punto sugli sforzi per il cessate il fuoco tra Mosca e Kiev. La sostanza è che noi contribuiamo. Il sostegno italiano all’Ucraina ammonta a circa 2,5 miliardi, al netto degli aiuti militari e dei contributi europei. Noi stiamo dalla parte dell’Ucraina, però riteniamo che inviare truppe dei Paesi Nato al confine con la Russia non sia il modo migliore per garantire la sicurezza dopo la pace. Per noi è meglio avere una zona cuscinetto con una presenza dell’Onu”.

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 10.54

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