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Von der Leyen: “Senza intesa sui dazi, pronti a tassare le Big Tech”

 

L’Ue si prepara a introdurre una tassa sui ricavi pubblicitari digitali per le Big Tech in caso di fallimento dei negoziati commerciali con Donald Trump. L’annuncio è stato dato dalla stessa Presidente della Commissione Ue ,  Ursula von der Leyen, in un’intervista al Financial Times. La leader tedesca ha escluso la possibilità di rivedere le norme chiave Ue sul digitale (il pacchetto Dsa-Dma) o il regime dell’Iva. “Questi aspetti non rientrano nel negoziato perché sono decisioni sovrane”, ha evidenziato.    “La sospensione parziale dei dazi statunitensi per 90 giorni è un segnale e una porta aperta al negoziato. Ma questa pausa resta fragile”, lo scrive il presidente francese Emmanuel Macron su X. “Con la Commissione e nell’unità europea, il nostro obiettivo resta semplice: negoziare per eliminare queste tariffe ingiuste e ottenere un accordo equilibrato, senza asimmetrie. Insieme alla Commissione Ue dobbiamo essere forti: l’Europa deve continuare a lavorare su tutte le contromisure necessarie e mobilitare tutte le leve disponibili per proteggersi, anche per evitare che i flussi provenienti dai Paesi terzi perturbino il nostro mercato”. “Fragile, perché i dazi del 25% su acciaio, alluminio e automobili e quelli del 10% su tutti gli altri prodotti sono ancora in vigore. Rappresentano 52 miliardi di euro per l’Unione Europea!. Fragile, perché questa pausa di 90 giorni significa 90 giorni di incertezza per tutte le nostre attività, su entrambe le sponde dell’Atlantico e oltre”, spiega Macron. “La Francia è pronta. Anche l’Europa deve esserlo. Restiamo lucidi, uniti e difendiamo con fermezza i nostri interessi. Proprio ieri ero con imprenditori e industriali molto preoccupati. I dazi americani colpiscono le loro aziende dritto al cuore. Abbiamo ragione a lottare: qui sono in gioco i posti di lavoro e le vite dei nostri territori – conclude -. Insieme agli europei faremo tutto per proteggere le nostre imprese e i nostri settori, tutto per affermare la nostra sovranità economica, tutto per garantire il futuro dei nostri posti di lavoro”. Ma anche il Presidente cinese Xi Jinping interviene nello scontro aperto dal Presidente Usa, Trump: Cina e Unione europea dovrebbero non solo salvaguardare “i propri diritti e interessi legittimi”, ma anche “l’equità e la giustizia internazionale, le norme e l’ordine internazionale”, tenendo conto che “non c’è alcun vincitore in una guerra dei dazi e andare contro il mondo porterà all’isolamento”, ha detto il presidente Xi Jinping nell’incontro avuto a Pechino con il premier spagnolo Pedro Sanchez. Le due parti “dovrebbero continuare a consolidare il fondamento politico di sostegno, di fiducia e di rispetto reciproci”. Spinge per trovare immediatamente contromisure alle accelerazioni ed all’imprevedibilità di Trump, il Presidente francese Macron. Il suo è un avvertimento ai partner europei.  La riduzione dei dazi statunitensi al 10% rappresenta “una pausa fragile” per poi affermare che l’Europa deve “mobilitare tutte le leve disponibili per proteggersi”. In un post su X, il presidente francese ha dichiarato che “insieme alla Commissione europea, dobbiamo essere forti: l’Europa deve continuare a lavorare su tutte le contromisure necessarie”.

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