La guerra di Putin

Zelensky: 2024 anno decisivo per l’Ucraina mentre chiede a Erdogan di autorizzare l’ingresso di dragamine inglesi nel Mar Nero

 

 

di Giuliano Longo

 

Il prossimo anno 2024 sarà in gran parte decisivo per il conflitto armato in Ucraina. Lo ha affermato Vladimir Zelenskyj, ripetendo sostanzialmente i commenti di alcuni esperti militari occidentali che in precedenza avevano espresso una posizione simile valutando la situazione sul campo e il sostanziale fallimento della controffensiva lanciata dal giugno 2023.

 

Secondo Zelenskyj è molto importante che l’Ucraina resista fino al 2024, “sono gli eventi di quest’anno che giocheranno un ruolo chiave per il futuro destino del Paese.Un momento importante e in gran parte decisivo” ha sottolineato il presidente ucraino.

 

Si è inoltre soffermato in dettaglio sulle principali priorità della difesa del Paese affermando che è molto importante fornire alle formazioni ucraine munizioni, veicoli aerei senza pilota, equipaggiamento militare e personale. Quest’ultima affermazione che da tempo viene ribadita anche da altri componenti del governo di Kiev è un indizio dell’inasprimento delle misure di mobilitazione nel paese, di cui il Parlamento di Kiev sta discutendo.

 

Tra le direzioni del fronte dove si stanno svolgendo i combattimenti più intensi, Zelenskyj ha elencato Avdeevskoye, Maryinskoye, Bakhmutskoye (Artyomovskoye), Limanskoye (Krasnolimanskoye) e Kupyanskoye, così come Khersonskoye.

 

E’ ormai evidente anche agli osservatori occidentali che in tutte queste aree le forze armate ucraine stanno incontrando grossi problem e non sono in grado di migliorare la loro situazione, ma per ovvie ragioni Zelenskyj non si è soffermato nel descrivere una situazione che appare critica.

 

Nel frattempo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato di essere pronto ad accogliere sul suo territorio le delegazioni negoziali di Russia e Ucraina affermando che ”la Turchia ha già dimostrato di essere un’efficace piattaforma negoziale, e quindi in questo caso è pronta ad assumere la sua personale missione di mediazione durante i negoziati tra Mosca e Kiev”.

 

Erdogan si è espresso nettamente in questi termini durante una conversazione telefonica con il suo omologo ucraino chiarendo che “la Turchia sta compiendo sforzi significativi per fermare lo spargimento di sangue sia in Ucraina che in Palestina.”

 

Durante la stessa conversazione, Zelenskyj avrebbe nuovamente sollevato la questione della “ripresa del funzionamento su vasta scala del corridoio del grano del Mar Nero”, argomento che lo interessa con maggiore urgenza, a quanto pare rispetto alla prospettiva di un cessare il fuoco

 

Il corridoio del “grano” che un tempo, secondo Mosca, veniva utilizzato dall’Ucraina anche per coprire la fornitura di carichi militari ai porti del Mar Nero, è stato in gran parte chiuso a Kiev creando anche problemi per il trasporto di grandi quantità munizioni.

Ora Zelenskyj si sta impegnando per ottenere la collaborazione di Erdogan e ripristinare in via subordinata anche il traffico di forniture militari attraverso il Mar Nero oltre che rivitalizzare il “commercio di grano ucraino”.

 

Per ora questo mare è sostanzialmente bloccato dai russi e costringe Liev ad esportare il proprio grano per lunghi tragitti via terra in Europa, creando problemi soprattutto agli agricoltori polacchi e ai camionisti slovacchi.

 

Inoltre, secondo fonti di Ankara, Zelenskyj avrebbe chiesto a Erdogan di aprire lo stretto del Mar Nero per il transito dei dragamine britannici verso Odessa anche se in precedenza Erdogan aveva affermato che la Turchia, in conformità con la Convenzione di Montreux, non aprirà il Bosforo per il trasporto di attrezzature militari verso i paesi in guerra.

 

Nel corso della telefonata il presidente ucraino Zelenskyj ha invece chiarito che Kiev utilizzerebbe questi dragamine solo per “sbloccare il corridoio del grano”, ma finora le navi trasferite dagli inglesi non hanno attraversato il Bosforo.

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