La guerra di Putin

Zelensky a Cernobbio e da Giorgia Meloni: dateci tutto quello che serve e vinceremo!

di Giuliano Longo

Il piccolo grande leader della democrazia ucraina (e mondiale?) Zelensky, questa volta si è presentato a Cernobbio senza la tradizionale canottiera militare, ma con una sobria ed elegante polo. Segno della sua rispettosa deferenza nei confronti di questo gotha annuale di finanzieri, imprenditorie e politici non solo italiani.

Successivamente sempre in elegante polo, è andato ad abbracciare e baciare (corrisposto) Giorgia Meloni, che questa volta non ha sfigurato in foto con la modesta altezza (fisica) del suo interlocutore.

Scorrendo i titoli del Corriere della Sera, le avrebbe assicurato che l’Ucraina può vincere con droni che giungono a 1800 chilometri, ma soprattutto  con i missili da crociera per colpire “basi, depositi, aeroporti”in Russia, i cui limiti vengono cautamente mappati in rosso  dal quotidiano, per una gittata, a occhio e croce di 3-400  chilometri oltre  confine.

Solo che  questi aggeggi colpiscono, ben oltre le mappe “di convenienza e approssimative ”  del Corriere, non escluse Mosca e San Pietroburgo, che sarebbe poi la “giusta” ritorsione di Kiev ai bombardamenti russi continuamente subiti.

Eppure  qualcosa non deve aver funzionato perché, sempre il Corriere, con un editoriale firmato dal storico e giornalista Paolo Mieli, titola “ le nostre ambiguità sull’Ucraina”. Evidentemente non sue, ma dell’Italia e del suo governo.

Siccome non sarà certo Mieli e tanto meno il Corriere, influente portavoce  di Washington e Nato a determinare la politica estera e della Difesa Italiana, è il caso di riesumare la lettera scritta proprio al Corriere dal nostro ministro della difesa Guido Crosetto “ ho condiviso le mie preoccupazioni con i miei colleghi delle altre nazioni e della NATO, come faccio sempre, e con i miei omologhi ucraini, come già accaduto in passato. Io penso che il mio compito sia quello di dire ciò che penso e ritengo giusto e non ciò che i miei interlocutori vogliono sentirsi dire. Solo una mentalità malata di provincialismo può scambiare il coraggio della verità, di un giudizio, di un’opinione, con l’ambiguità”.

Che sulla guerra in ucraina è un monito sulla nostra indipendenza di giudizio che è ben lontana da quella dell’anziano, ma alto Commissario Borrell, che in Ucrainai ci vorrebbe mandare direttamente militari dell’Alleanza. 

Se anche l’intenzione mai nascosta di Zelensky, è quella di coinvolgere direttamente l’Occidente nel conflitto, qualche dubbio il governo italiano deve pur averlo, almeno a leggere questa missiva.

Eppure   Antonio polito sempre sul Corriere, tuona “Il governo Meloni si schiera con Orban sull’Ucraina. Ma stavolta l’opposizione tace”. Con riferimento a quella sinistra teoricamente  pacifista, ma ben consapevole che mettersi contro Washington di questi tempi, non è politicamente igienico.

Anzi ,  con punte di filoatlantismo oltranzista come quelle dell’ex ministro della difesa Guerrini che all’Ucraina darebbe pure le atomiche tattiche, se proprio necessario.. Semmai quello che sconforta i pacifisti, quelli   veri,  è che la suddetta sinistra non avanzi un o straccio di proposta per la pace, cullandosi nell’onda del“tanto ci penseranno gli altri…quelli che contano”.

Eccetto qualche balbettio del 5stelle Conte, quel “Giuseppi”che da presidente del consiglio della coalizione con Salvini, fu il primo a baciare la pantofola a Trump e ad approvare l’aumento delle spese militari.

Se poi qualcuno la pensa diversamente con buona parte del popolo italiano : “ eccoli qua gli amici di Putin”. Dimenticando che di cosiddetti amici e comunque se non amici,  almeno cauti sulla questione ucraina, ci sono paesi di mezzo mondo fra i quali  la Cina che non è l’ultima ruota del carro.

A questo punto, date le scarse indiscrezioni disponibili sullo storico colloquio al vertice, quale potrebbe essere il succo dei colloqui Zelensky-Meloni?

Azzardiamo di fantasia il discorsetto di Giorgia: “ caro Volodia vogliamo bene a te al tuo popolo, ti sosteniamo con tutti gli armamenti che possiamo fornirti, approviamo con piacere l’erogazione di tutti gli aiuti finanziari  UE , ti abbiamo già mandato i nostri industriali per la ricostruzione, ospitiamo con affetto migliaia di tuoi compatrioti, ma ‘datte na regolata’ perché di partecipare direttamente al conflitto proprio non ci pensiamo.

Quindi , accontentati dei cosiddetti “volontari” e di un po di “consiglieri Nato-italiani. E soprattutto ‘facce capì’ qual è la proposta di pace che intendi sottoporre a Trump, alla Harris e già che c’è ancora anche a Biden. Anzi, dilla anche a noi..”.

Infine non escludiamo, sempre di fantasia,  anche un monito a Volodia  della nostra Presidente “non tirare troppo il collo a Putin perché quello dice che l’atomica non la userà….ma in futuro non si sa mai”.

Eppure il nostro Zelensky  che sull’Italia tutto sommato  non fa gran conto , continua a girare il mondo, caccia via metà del suo governo e soprattutto chiede, chiede e continua a chiedere  bulimicamente, soldi e armi, e vuole anche uomini che, secondo Mosca gli verranno pure concessi, oltre a quelli che già combattono o “consigliano” in Ucraina.

Di pace, quella vera non parla nessuno perché tanto la Russia entrerà in crisi, Putin finirà in galera a furor di popolo  ( se non fucilato)  e finalmente Polonia e paesi Baltici potranno spartirsi la Russia europea…mentre dagli Urali alla Siberia la lasciamo tutto alla Cina. Auguri.

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 14.11

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