Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia, davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, di compiere un “crimine contro l’umanità”, attaccando le infrastrutture energetiche ucraine. “Con le temperature sotto lo zero, diversi milioni di persone sono senza energia elettrica, senza riscaldamento e senza acqua: questo è chiaramente un crimine contro l’umanità”. In collegamento video da Kiev, Zelensky ha parlato nel corso di una riunione d’emergenza che lui stesso aveva chiesto.
Immediata la risposta russa con il rappresentante alle Nazioni Unite, Vasili Nebenzia, ha dichiarato davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu che gli attacchi russi alle infrastrutture in Ucraina sono una reazione alla fornitura di armi che i Paesi occidentali stanno effettuando a Kiev. “Stiamo attaccando le infrastrutture in Ucraina in risposta all’uso di armi occidentali e agli sconsiderati appelli di Kiev per una vittoria militare sulla Russia”, ha affermato il rappresentante russo alle Nazioni Unite.
“I Paesi occidentali stanno cercando di stabilire la loro egemonia geopolitica per il potere e la vita degli ucraini”, ha aggiunto il diplomatico russo, precisando che la Russia continuerà con le azioni per limitare il potenziale militare ucraino fino a quando Kiev non adotterà una “posizione negoziale realistica”. “Per ora, ciò che sentiamo da Zelensky e i suoi associati” – ha affermato – “non è affatto una proposta per la pace, ma solo minacce e ultimatum sconsiderati. L’Ucraina incoraggia una linea irresponsabile”.
