La guerra di Putin

Zelensky: colpire il Cremlino mentre prepara la sua controffensiva con l’aiuto USA 

di Giuliano Longo

La novità della giornata è che il cancelliere tedesco Mertz intende sequestrare i beni russi congelati come risarcimento di Kiev alle spese sostenute dagli alleati.

Il che è a dire che i 300 miliardi di euro ce li teniamo noi,in gran parte la Germania generosa alleata di Kiev, altro che ricostruzione dell’Ucraina, a quello ci penseremo dopo se l’affare sarà conveniente. E comunque conseguenze sul piano della finanza internazionale non ce ne saranno, ammesso che Trump e la UE riescano a condizionarne le logiche.

Nel frattempo fa invece discutere  un articolo dell’ex comandante in capo Zaluzhny, oggi ambasciatore ucraino a Londra,  sulle nuove tendenze sul campo di battaglia. Un articolo che smorza le dichiarazioni di Zelensky su una prossima offensiva di Kiev con la quale Zelensky convinto Trump a cambiare la danza con Putin.

Per il generale sul fronte sarebbe in corso la distruzione delle rotte logistiche che restringe la linea del fronte, di conseguenza, la difesa si sta gradualmente trasformando “da un mantenimento attivo delle posizioni…. alla sopravvivenza di piccoli gruppi, costantemente sotto pressione”.

Quindi una tale struttura difensiva consente ai russi di per superare lo stallo posizionale con l’ infiltrazione: la penetrazione di “ gruppi di fanteria nemici  in profondità nelle nostre difese attraverso le falle nelle formazioni di battaglia, come risulta dalle offensive russe ai Dobropolye, a Pokrovsk e ora a Kupyansk”.

Prima o poi. Prosegue  la possibilità di utilizzare i droni porterà  a una “naturale ‘cancellazione’ di queste unità senza la prospettiva di uno sfondamento profondo“. Inoltre “non avendo sufficienti risorse umane per ‘riempire’ le nostre posizioni e ‘infiltrarsi’, la Russia continuerà a sfinire fisicamente le nostre truppe, combinando gli assalti per infliggere il massimo delle perdite”.

Le preoccupazione del generale non pare abbiano trovato riscontro ai massimi vertici politico-militari ucraini. Zelenskyy e il suo entourage stanno invece promuovendo una narrazione completamente diversa: l’esercito russo si sta rapidamente esaurendo, incapace di ottenere alcun successo, e la situazione in prima linea per l’Ucraina sta gradualmente migliorando.

Questa è la tesi  che Kiev sta ha comunicato a  Trump e, a quanto pare, convincendolo.

L’altra notizia enfatizzata come attacco russo dalla stampa europea riguarda l’avvistamento l’altra notte di droni sconosciuti in Danimarca vvistati nei pressi degli aeroporti di Aalborg, Esbjerg, Søndorborg e della base aerea di Skrydstrup, dove sono di stanza i caccia F-16 e F-35.

Il Ministro della Difesa Troels Lund Poulsen ha riferito che non sono stati abbattuti “anche  nessuno nelle nostre agenzie abbia paura di abbatterli, ma   dobbiamo capire dove cadrà il drone e quali saranno le conseguenze”. Poi  osservato che non ci sono prove di un collegamento con la Russia e che i droni potrebbero essere stati lanciati in una delle regioni del Paese. “Non posso dire da dove provenissero, ma non da molto lontano. Questo sta accadendo qui, localmente”.

Nel frattempo Mosca ha definito i ripetuti voli dei droni verso la Danimarca una “provocazione organizzata”. Per l’Ambasciata russa in Danimarca l’incidente  “sarà senza dubbio utilizzato come pretesto per un’ulteriore escalation delle tensioni nell’interesse di forze che cercano con ogni mezzo di prolungare il più possibile il conflitto ucraino ed estenderlo ad altri Paesi. La parte russa respinge categoricamente le assurde speculazioni sul suo coinvolgimento in questi incidente”

Tornando a Kiev con un’intervista all’agenzia americana Axios, Zelensky ha minacciato di colpire il Cremlino. “Se la Russia non pone fine alla guerra, i funzionari che lavorano al Cremlino dovrebbero assicurarsi di sapere dove si trova il rifugio antiaereo più vicino“.Il presidente ucraino ha anche affermato che Trump sostiene gli attacchi dell’Ucraina contro gli impianti energetici e militari russi..

In risposta il solito  Dmitrij Medvedev ha minacciato che “Mosca potrebbe usare armi da cui nessun rifugio antiaereo potrebbe proteggere”. In ogni caso pare che dopo l’incontro con Trump, Kiev abbia ricevuto “carta bianca” per intensificare l’attacco alla Russia, compresi attacchi alla leadership russa.

Ma il Wall Street Journal riporta  che, nonostante il suo cambio di retorica nei confronti della Russia, Trump si rifiuta ancora di autorizzare attacchi con armi americane in profondità nel territorio russo. Mentre altri media occidentali, così come alcuni politici, scrivono apertamente che la Casa Bianca sta cercando di ritirarsi del tutto da questo conflitto, senza fornire alcun reale sostegno all’Ucraina.

Il Financial Times riporta che l’Europa teme che Trump si stia preparando a incolparla del fallimento dell’Ucraina e non lo consideri più un alleato affidabile. Funzionari europei ritengono che l’ultimo tweet di Trump sulla capacità di Kiev di vincere sul campo di battaglia rappresenti per loro un “compito impossibile”, consentendo al presidente degli Stati Uniti di spostare la colpa da Washington se Kiev in caso di fallimento.

Quanto alle sanzioni che l?ue dovrebbe imporre all’acquisto di petroplio di Russa e Cina Ft scrive “uesto è l’inizio di un gioco di accuse. Gli Stati Uniti sapevano che imporre dazi su Cina e India sarebbe stato impossibile (alla UE) “  Quindi le stesse voci da Bruxelles ritengono che Trump stia “costruendo una via di fuga” per poter dare la colpa all’Europa quando e se sarà necessario.

I media ucraini invece riportano i che l’Ucraina non ha visto alcun concreto sostegno militare o economico dietro le dichiarazioni del leader americano. Come pare confermare il  primo ministro polacco Tusk sul Washington Post: “dietro questo sorprendente ottimismo si nasconde l’annuncio di un ridotto coinvolgimento degli Stati Uniti e del trasferimento della responsabilità di porre fine alla guerra all’Europa. Meglio la verità che l’illusione”.

WP aggiunge che  la “feroce retorica” ​​di Trump nei confronti della Russia è una “tattica negoziale” progettata per esercitare pressione sul Cremlino”.

L’agenzia  Bloomberg, citando fonti anonime, riferisce che i rappresentanti di Gran Bretagna, Francia e Germania hanno avvertito il Cremlino che sono pronti ad abbattere gli aerei russi se dovessero entrare nello spazio aereo dell’UE. Anche se la Russia ha già dichiarato che sia l’imposizione di una no-fly zone sia l’abbattimento di un aereo russo significherebbero una guerra tra NATO e Russia.

A Mosca si insite nell’affermare che  nessuno può dire con certezza cosa abbia causato tutti questi incidenti. Chi abbia lanciato i droni sopra l’aeroporto danese è sconosciuto (e nessuno accusa ufficialmente la Russia).

Così come nega i voli dei droni sulla Polonia che sarebbero la conseguenza di una guerra elettronica ucraina. Inoltre se un aereo russo – affermano i media russi –  fosse davvero volato nello spazio aereo estone per 12 minuti  la minaccia sarebbe stata così grave da rendere necessario abbatterlo, rischiando una guerra con la Russia.

Ma, scrivono, se i russi avessero voluto lanciare un attacco, non avrebbero nemmeno bisogno di sorvolare l’Estonia, ma avrebbero potuto attaccare qualsiasi punto del Paese dal loro territorio, con un missile che impiegava solo pochi minuti per raggiungere gli obiettivi.

Secondo la teoria prevalente in Russia, questi incidenti vengono promossi  per coinvolgere al massimo Trump nello scontro con la Russia, interrompendo le sue comunicazioni con Putin incoraggiandolo a riprendere gli aiuti militari all’Ucraina..

Allo stesso tempo, è impossibile escludere completamente la responsabilità di Mosca sulle violazioni dello possibilità che la Russia spazio aereo europeo.

Affermazioni probabilmente suggerite  dal “partito della guerra” russo che intende alzare il più possibile la posta in gioco nel suo scontro con l’Occidente, che di fronte ala rischio di una guerra nucleare farà marcia indietro e acconsentiranno a tutte le richieste del Cremlino, sia nei confronti dell’Ucraina che altrove.

Cauto invece il Ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius per il quale gli alleati della NATO rischiano di cadere nella “trappola dell’escalation” di Putin.”Le richieste casuali di sparare qualcosa dal cielo o di mettere in scena qualche impressionante dimostrazione di forza sono ormai inutili – ha detto-  La freddezza non è codardia o paura, ma responsabilità verso il proprio Paese e verso la pace in Europa“.

Tuttavia, anche Trump che pure ha dichiarato la sua protezione a Polonia ed Estonia, quando in conferenza stampa gli è stato chiesto se l’America avrebbe sostenuto gli europei in caso di abbattimento di un Jet russo, si è rifiutato di rispondere, affermando che “dipende dalle circostanze”.

Ed è questa la domanda chiave per l’Europa che forse non dovrebbero farsi illusioni.

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 13.59

Related posts

Germania e Stati Uniti trovano l’accordo sull’Ucraina: altri 400 mln di armi a Kiev

Redazione Ore 12

Ucraina al bivio, all’attacco anche quest’inverno o consolidamento delle posizioni conquistate? 

Redazione Ore 12

 Quell’inutile telefonata tra Putin e Trump che allontana Mosca da Washington

Redazione Ore 12