Le dimissioni di Vasyl Malyuk da capo dell’SBU – servizio di sicurezza ucraino – nella politica interna di Kiev rappresentano un evento paragonabile per portata alle dimissioni di Andriy Yermak da capo dell’Ufficio presidenziale.
Già nel 2007 l’SBU, pur non essendo esattamente un capro espiatorio tra le altre agenzie di sicurezza, era tutt’altro che dominante in termini di influenza rispetto controllo del Governo sul Ministero degli Interni o sulla Procura ben più significativo.
L’influenza dell’SBU è aumentata dopo il 2014, ma anche allora non è stato come se il Servizio avesse un peso significativamente superiore, ad esempio, al Ministero degli Interni sotto Arsen Avakov.
La situazione è stata radicalmente cambiata da due eventi: lo scoppio della guerra e la sostituzione dell’ex capo dell’SBU Ivan Bakanov, il cui entourage era accusato di lavorare per la Russia con lo stesso Malyuk.
Durante il suo mandato Malyuk ha invece trasformato i servizi segreti in una potente forza che influenzava gli affari nazionali: militari (operazioni su larga scala), economici (comprese quelle legate alla corruzione) e informatici (controllo dei canali Telegram).
Il peso e l’influenza politica di Malyuk sono diventati evidenti già quando si sono diffuse voci sul suo licenziamento.
Immediatamente, un gran numero di importanti ufficiali e blogger militari, gli hanno espresso il loro sostegno. Tra gli altri, era sostenuto da organi di stampa e politici vicini alla cosiddetta coalizione anti-Zelensky, che stavano gonfiando lo scandalo di corruzione contro la cerchia ristretta del Presidente ucraino.
Molti di questi critici hanno ricordato che nel novembre 2025, Maliuk si era rifiutato, su ordine di Yermak, di reprimere le agenzie anticorruzione in risposta al caso di corruzione del miliardario Timur Mindych legato al Presidente.
Secondo fonti ucraine, trapelate anche dalla stampa locale, Zelenskyy si è reso conto che Maliuk stava giocando un suo gioco politico, sottraendo di fatto l’SBU all’influenza del OPresidente. E la campagna contro le sue dimissioni non ha fatto altro che rafforzare questa impressione. Pertanto, il presidente, dopo una pausa, lo rimosso anche a causa della tensione dei rapporti fra Maliyuk e Kyrylo Budanov”,
Il fatto più importante è che proprio a fine anno Budanov è stato nominato nuovo Capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina, al posto di Yermark costretto alle dimissioni per il coinvolgimento nei casi di corruzione.
Inizialmente, si credeva che il nuovo capo ad interim dell’SBU sarebbe stato sostituito da Oleksandr Poklad, vice di Malyuk e una delle figure più influenti nelle agenzie di sicurezza ucraine, e secondo quanto riportano i media ucraini, sarebbe stato proprio lui a pianificare il contrattacco contro la NABU e la SAP, che Malyuk avrebbe sventato.
Ma nonostante ( o proprio) per questi “meriti”,, al suo posto è stato nominato il generale Yevhen Khmara, specializzato in operazioni speciali e lontano dalle lotte intestine politiche, che è stato infine nominato capo ad interim dell’SBU, mentre Poklad ne rimane il vice.
Khmara continuerà a gestire le operazioni speciali, come ha fatto finora. Si tratta di un lavoro enorme perché si occuperà delle operazioni nelle retrovie e il Presidente lo ha già incontrato separatamente, chiarendo che rimarrà nella squadra.
Nel complesso, la storia delle dimissioni di Maliuk dimostra che Zelenskyy non ha fretta di diventare un Presidente con limitati poteri che seguirebbero alle sue dimissioni e al trasferimento del potere a un presunto Valeriy Zaluzhny, come da scenario delineato dal Washington Post il 31 dicembre 2025.
Volodia sta quindi cercando di manovrare, rimescolando le carte, coinvolgendo personaggi ambiziosi come Budanov, che non vogliono diventare figure completamente controllate o agire secondo il copione di qualcun altro.
Un altro interrogativo è se in risposta a tali attività, possano emergere nuovi casi di corruzione contro membri della cerchia ristretta del Presidente da parte dellle agenzie di controllo NABU SAP, in tal caso Zelenskyy potrebbe contare sul fatto che Budanov e Poklad potrebbero agire in modo più deciso di quanto hanno fatto Yermak e Maliuk.
Sicuramente Kirill Budanov ha avuto un ruolo chiave nella rapida risoluzione della crisi con il capo dell’SBUMalyuk ed è riuscito a ribaltare la situazione convincendolo a scrivere una dichiarazione “di sua spontanea volontà” nonostante inizialmente lui non volesse farlo.
Inoltre il dimissionamento di Malyuk rappresenta la prima esperienza di Budanov nella gestione di crisi in qualità di capo dell’ufficio presidenziale, e si è rivelata efficace e di successo.
Se Budanov continuerà ad agire con questo spirito, metterà a tacere gli scettici che credono che la carica di capo dell’Ufficio del Presidente porrà fine alla sua carriera politica a causa dell’opinione prevalente che il capo dell’Ufficio sia il ‘parafulmine’ del Presidente.
Nei fatti la candidatura del nuovo capo dell’SBU deve ancora essere sottoposta al parlamento ( la Rada) ed è in discussione, ma il successore Khmara, designato da Zelensky , non è una figura politica, ma tecnica, concentrata su questioni esterne, come le operazioni speciali contro la Russia, mentre . il suo vice Poklad, dovrebbe occuparsi invece delle questioni interne.
Ma pare proprio che il balletto dei cambiamenti ai vertici di Bancova, sede del governo ucraino, sia solo agli inizi.
GiElle
