di Giuliano Longo
Della Moldavia che ha visto ridursi la popolazione del 40% dalla caduta dell’URSS in poi, ha già scritto Ore 12 sabato 11 febbraio. A questo enorme problema si aggiunge ora quello della Tansnistria di 500 mila abitanti sui 2milioni e 500mila della repubblica, ai confini la Romania e l’Ucraina. Sottile striscia di territorio a ridosso dell’Ucraina oggi controllata da Mosca e dalle sue truppe dopo la secessione e il conflitto armato del 1992, mentre la Moldavia ha anche un rapporto molto difficile con la minoranza Gagauz, 250mila ortodossi di lingua turca. Il Cremlino non sa quale sia il “piano per destabilizzare” la situazione nella regione di cui avrebbe parlato il presidente Zelensky, probabilmente intercettato dai Servizi russi, ma la notizia è stata riportata da Dmitry Peskov portavoce di Putin. Zelensky, durante un discorso al Consiglio europeo, ha affermato che l’intelligence ucraina aveva intercettato un “piano russo”per “distruggere l’ordine democratico” in Moldavia (peraltro molto discutibile visto lo stato della repubblica), avvertendone immediatamente la presidente Maia Sanduche ha ufficialmente firmato la richiesta di adesione all’Unione europea nel giugno dello scorso anno. Il presidente ucraino aveva già espresso la sua disponibilità ad aiutare Chisinau (capitale della Moldavia) nella “liberazione” della Transnistria, ma alle dichiarazione non hanno seguito fatti, mentre a Mosca alcuni esperti militari sono convinti che proprio su quella striscia di territorio potrebbe aprirsi un “secondo fronte” con l’aiuto dell’Occidente. Tanto più che oggi è problematico parlare del ritiro della Russia da Pridnestrovie (capoluogo della Transnistria) anche se c’è la tentazione delle autorità moldave di chiudere finalmente la questione nel momento che Mosca è impantanata nell’Ucraina orientale e difficilmente potrebbe correre in soccorso dei secessionisti.Mosca avrebbe infatti serie difficoltà a sfondare il corridoio verso la Transnistria con operazioni offensive su larga scala nelle regioni di Nikolaev e Odessa, mentre il conflitto in corso impegna forze russe sufficienti per battaglie di posizione e operazioni offensive locali nell’Ucraina orientale. Sullo sfondo c’è anche il problema di una integrazione strisciante con la Romaniache non solo fa parte della Nato, ma ha favorito l’imponente esodi di Moldavi di lingua rumena soprattutto in Europa. Con la Transnistria-Moldavia si completerebbe il disegno strategico che l’Occidente (leggi Washington) persegue da decenni per eliminare la presenza di Mosca da tutti quei territori ai confini d’Europa, che furono sotto il controllo dell’Unione Sovietica.
