L’amministrazione Biden è stata informata da Israele sulla possibilità che una scheggia abbia dato fuoco ad un serbatoio di benzina a 100 metri di distanza da una tenda di sfollati provocando così l’incendio in cui sono state uccise almeno 45 persone a Rafah. Lo ha riferito la tv americana Abc – ripresa da Haaretz – secondo cui l’amministrazione Biden sta valutando le cause del fatto ed è in attesa delle indagini israeliane. Un raid israeliano contro due leader di Hamas a Rafah, nel sud della Striscia, ha provocato almeno 45 morti e oltre 180 feriti tra gli sfollati palestinesi della zona, compresi donne e bambini. L’attacco – a pochi giorni dalla decisione della Corte dell’Aja – ha scatenato la condanna del mondo, che a gran voce ha intimato allo Stato ebraico la fine immediata dell’operazione militare. Il premier israeliano ha definito il raid un tragico incidente: le vittime provocate dall'”omicidio mirato” di “terroristi” di Hamas sono state un tragico incidente ha detto alla Knesset. “Nonostante i nostri sforzi per non fare loro del male, c’è stato un tragico incidente – ha detto Netanyahu nelle dichiarazioni rilanciate dal Times of Israel – Stiamo indagando sull’incidente”. “Per noi è una tragedia, per Hamas è una strategia. Io continuerò a combattere fino a quando sarà issata la bandiera della vittoria” e “non intendo porre fine alla guerra prima che tutti gli obiettivi siano stati raggiunti” perché “se cedessimo tornerebbe il massacro, se ci arrendessimo consegneremmo una grande vittoria al terrore, all’Iran”, ha detto ancora Netanyahu. Intanto Intanto la procuratrice generale militare di Israele, Yifat Tomer Yerushalmi, ha annunciato che un’indagine è in corso sul raid, che ha definito “molto grave”. “I dettagli dell’incidente sono ancora oggetto di un’indagine che siamo impegnati a condurre nella massima misura possibile”, ha dichiarato la procuratrice durante una conferenza stampa ospitata dall’Ordine degli avvocati israeliani, secondo quanto riporta il Times of Israel. “Le Idf si rammaricano di qualsiasi danno subito dai non combattenti durante la guerra”, ha aggiunto. si allontana intanto la possibilità di una tregua a Gaza dopo il massacro di Rafah: Hamas ha infatti informato i mediatori che non parteciperà ad alcun negoziato con Israele ha riferito la tv all-news saudita Al-Sharq citando fonti del movimento palestinese. I negoziati si sono interrotti tre settimane fa dopo che Israele ha respinto l’ultima bozza approvata da Hamas, accusando l’Egitto di avere “unilateralmente apportato modifiche fondamentali”. L’attacco israeliano contro una tendopoli di profughi a Rafah fa parte di una ”guerra genocida” intrapresa da Israele, ha dichiarato un funzionario di Hamas in Libano, Osama Hamdan, secondo cui l’attacco ”contraddice la tesi di Israele secondo cui ci sono posti sicuri nella Striscia di Gaza”. Inoltre, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa a Beirut, ”gli attacchi degli ultimi due giorni sono un’indicazione della sfida da parte di Israele agli ordini emessi dalla Corte Internazionale di Giustizia (Cig) di fermare l’offensiva di Rafah e di ritirarsi da Gaza”.
aggiornamento la crisi mediorientale ore 11.08
