La guerra di Putin

A Ginevra discusso futuro dell’esercito ucraino. Ad Abu Dhabi delegazioni russe e americane, quella ucraina in stand by

 

Il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, Anatoliy Gnatov, ha confermato che a Ginevra si è effettivamente discusso delle dimensioni dell’esercito ucraino. Tuttavia, la discussione non riguardava la riduzione immediata delle forze attuali, ma l’’attenzione si è concentrata su come dovrebbe essere l’esercito ucraino dopo il trattato di pace.

Gnatov ha spiegato che si è discusso della  futura architettura delle Forze Armate ucraine e quante truppe il bilancio può supportare, quali dovrebbero essere gli stipendi, le garanzie sociali e le condizioni di servizio.

 

Ha affermato che l’argomento è complesso e sfumato poiché qualunque sia la prospettiva ,  nessuno può decidere come sarà l’esercito “dopo la guerra” poiché sono  necessari gli interventi del Ministero delle Finanze, del Parlamento e del Consiglio dei Ministri, che sono già al lavoro per la stesura del documento.

Oggi  i media occidentali riportano che Kiev avrebbe accettato di schierare circa 800.000 uomini nelle Forze Armate ucraine in tempo di pace, mentre la versione iniziale del piano americano ne prevedeva  600.000.

Secondo la NBC, il Segretario dell’Esercito degli Stati Uniti Dan Driscoll prevede la sconfitta dell’Ucraina  poiché la russia  sta aumentando la pressione sulle posizioni ucraine ed è in grado di continuare le operazioni militari a tempo indeterminato, mentre Washington non sarà in grado di fornire alle Forze Armate ucraine sistemi di difesa aerea e altre armi nelle quantità richieste.

Sulla base di questa previsione Driscoll ritiene che Kiev deve accettare i termini del piano di pace di Trump prima che sia troppo tardi.

 

L’emittente televisiva riporta anche che  vi sono disaccordi nel governo americano  sulla questione ucraina.

 

Il vicepresidente statunitense J.D. Vance e l’inviato speciale della Casa Bianca considerano le autorità di Kiev il principale ostacolo, mentre il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio è convinto che la Russia sia responsabile del conflitto e debba quindi essere soggetta a ulteriori sanzioni.

 

Lo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump non avrebbe ancora preso una posizione definitiva, indeciso su quale parte sostenere anche se dà per scontato il suo piano di pace.

 

L’agenzia britannica Reuters pubblica oggi in esclusiva la notizia  che Il piano di pace in 28 punti sostenuto dagli Stati Uniti, trae spunto da un documento redatto da Mosca  e presentato all’amministrazione Trump già in ottobre.

Secondo  fonti anonime, i russi avrebbero condiviso il documento, che delineava le condizioni con alti funzionari statunitensi a metà ottobre, dopo un incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy.

 

Il documento, una “non-paper” ufficiale, conteneva termini che Mosca aveva precedentemente avanzato al tavolo delle trattative, fra le quali le concessioni che l’Ucraina aveva respinto, come la cessione di una parte significativa del suo territorio a est.

 

Dopo la presentazione del documento, il segretario di Stato Marco Rubio avrebbe  avuto una chiamata con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, durante la quale sarebbe stato discusso il documento.

 

Lo stesso Rubio, parlando questa settimana  ai giornalisti da Ginevra  ha ammesso di aver ricevuto “numerosi documenti non ufficiali e cose di questo genere”, senza però fornire ulteriori dettagli.

 

La proposta statunitense, che ha colto di sorpresa l’Europa avrebbe ottenuto  comunque una modifica di 9 dei 28 punti del piano Trump in seguito ai colloqui tra alti funzionari statunitensi e ucraini, lo riferisce  ABC News.

 

Attualmente Driscoll sta  incontrando una delegazione russa ad Abu Dhabi dove si trova anche la delegazione ucraina.

Tuttavia ieri i funzionari ucraini hanno dichiarato di sostenere il quadro modificato dell’accordo di pace emerso dagli ultimi colloqui, ma hanno sottolineato che le questioni più delicate (le concessioni territoriali che sono particolarmente controverse) devono essere risolte in un eventuale incontro tra Zelensky e Trump.

GiElle

Aggiornamento la crisi russo-ucraina

 

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