La legge sull’aborto in Texas, che vieta le interruzioni di gravidanza dopo la sesta settimana anche in caso di stupro e incesto, è stata temporaneamente bloccata da un giudice federale, in quella che è una vittoria preliminare per l’amministrazione Biden. In base alla decisione del giudice distrettuale Robert Pitman, i medici possono tornare a praticare l’aborto senza il timore di essere denunciati. Il Texas ha già annunciato che farà appello contro la decisione del giudice federale che ha bloccato temporaneamente la legge sull’aborto dello stato, la più stringente d’America. Se il presidente Joe Biden può registrare una vittoria, questa sentenza rappresenta solo l’inizio di una battaglia che si annuncia lunga. Non è chiaro come lo stop del giudice possa riaprire la strada all’intervento medico, perché la legge del Texas è stata concepita in un modo da portare alla denuncia delle persone che ricorreranno all’interruzione di gravidanza anche nel caso la legge venga bloccata da un giudice. Come in questo caso. Nelle 113 pagine del documento con cui è stata ordinata la sospensione dell’applicazione della legge anti-abortista, il giudice ha evidenziato il primato della Costituzione americana che garantisce pienamente il diritto di una persona a decidere se scegliere di abortire prima che la “vitalità del feto” sia stabilita. La nuova legge ha tagliato drammaticamente la possibilità di ricorrere in Texas all’aborto, nonostante, ha ricordato il giudice, questo principio sia protetto da quasi mezzo secolo dalla Corte Suprema.
