di Balthazar
Secondo Jake Sullivan, capo del National Security Council, il presidente Biden chiederà al Congresso altri stanziamenti per l’Ucraina. Il destino di questa richiesta, se verrà effettivamente avanzata, sarà probabilmente un campanello d’allarme per il futuro dell’Ucraina.
L’ultimo regalo di Biden all’Ucraina?
Finora né la Casa Bianca né il Consiglio di Sicurezza Nazionale hanno fornito cifre effettive in merito alla richiesta di denaro all’Ucraina, ma il Presidente ancora in carica sino al 21 gennaio e i suoi consiglieri sperano di riuscire a far passare tale misura una misura con un Congresso ancora amichevole, ma circolano dubbi sulla approvazione di tale proposta.
Se il provvedimento verrà presentato e respinto, o semplicemente impantanato Zelensky potrebbe trovarsi di fronte a una dura scelta: negoziare con i russi, arrendersi o dimettersi dall’incarico. L’attuale Congresso, che verrà sostituito a gennaio con entrambe le Camere sotto il controllo repubblicano, è stato relativamente favorevole al sostegno all’Ucraina. Le misure precedenti sono state approvate sia dal Senato, controllato dai democratici, sia dalla Camera, guidata dai repubblicani.
Una questione chiave sarà cosa Trump sosterrà prima ancora di entrare in carica. Se si oppone a ulteriori aiuti all’Ucraina, il che è una possibilità concreta, potrebbe chiedere ai suoi colleghi repubblicani alla Camera semplicemente di rimandarne l’esame fino all’entrata in carica della sua amministrazione.
Attualmente ci sono ancora circa 3 miliardi di dollari di finanziamenti approvati dal Congresso e disponibili per sostenere l’Ucraina.
I fondi USA stanziati quest’anno
Lo scorso gennaio 2024 Biden ha richiesto altri 60 miliardi in finanziamenti di emergenza per sostenere l’Ucraina. Questa proposta di legge faceva parte del pacchetto di “spese supplementari”, che includeva anche finanziamenti per altre priorità governative, come i soccorsi in caso di calamità, la sicurezza delle frontiere e la spesa per la difesa, ma i 60 miliardi erano stanziati specificamente per il supporto militare e umanitario dell’Ucraina.
Questo disegno di legge includeva: 24 miliardi di dollari in aiuti militari, tra cui munizioni, sistemi d’arma (ad esempio aerei da combattimento, sistemi di difesa aerea), addestramento e supporto logistico.
14 miliardi di dollari in aiuti economici per stabilizzare l’economia ucraina e contribuire al mantenimento delle funzioni governative essenziali.
8 miliardi di dollari in assistenza umanitaria per rifugiati, sfollati e assistenza medica.
Altri finanziamenti per le infrastrutture energetiche, la ricostruzione e il rafforzamento delle capacità di difesa a lungo termine dell’Ucraina.
Votazione della Camera dei rappresentanti
La Camera dei rappresentanti, in particolare sotto la guida del presidente Mike Johnson (subentrato dopo l’estromissione di Kevin McCarthy nell’ottobre 2023), ha dovuto affrontare nel gennaio di quest’anno, accesi dibattiti sui tali finanziamenti, l’opposizione all’interno di parte Partito, soprattutto da parte delle fazioni più conservatrici, non solo chideva il blocco di tale tranche, ma addirittura lacessazione degli aiuti. L’esito del voto fu il seguente: la Camera votò il pacchetto con 216 voti contro 212, dimostrando che un numero significativo di membri repubblicani aveva votato contro il pacchetto di aiuti, in particolare quelli del Freedom Caucus e altri conservatori che si opponevano alla continua spesa estera. Questi sostenevano che gli Stati Uniti avrebbero dovuto concentrarsi sulle priorità interne come la sicurezza dei confini, l’inflazione e la riduzione del debito.
La maggior parte dei democratici votò invece a favore del pacchetto, considerando gli aiuti all’Ucraina una questione centrale nell’ambito delle più ampie priorità di politica estera.
Il voto alla Camera fu estremamente combattuto, ma in quel momento l’amministrazione Biden affermava che l’Ucraina stava vincendo la guerra, affermazione attualmente insostenibile visto gli sviluppi del conflitto sfavorevoli a Kiev, anche se chi scrive ritiene esagerate le notizie su un imminente crollo ucraino che fanno parte della campagna di Zelensky per ottenere altri soldi e armi. .
Votazione del Senato
Il Senato, che tradizionalmente ha sostenuto maggiormente la posizione dell’amministrazione Biden approvò invece lo stesso pacchetto di aiuti da 60 miliardi i con un maggiore convinzione bipartisan, sebbene alcuni repubblicani abbiano comunque votato contro. Esito del voto al Senato: a favore del disegno di legge con 74 voti contro 22 contrari sostenuto in gran parte dai repubblicani moderati. L’ Opposizione repubblicana venne soprattutto sostenuta dai repubblicani conservatori come i senatori Rand Paul, Josh Hawley e JD Vance aspramente critici sul coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto. Oggi invece fa la differenza il fatto che JD Vance è il vicepresidente eletto. Le proposte di legge finanziarie tradizionalmente devono avere origine nella Camera dei rappresentanti. Se la Camera non presenta una misura di finanziamento, il Senato non potrebbe accogliere la richiesta di Biden.
Conseguenze
Nelle attuali condizioni, è improbabile che la richiesta di Biden venga approvata, almeno non ora. Anche se i soldi diventassero disponibili, gli Stati Uniti hanno poche armi che possono ancora permettersi di condividere con l’Ucraina. Fra i quali ad esempio Taiwan, ma anche Estonia, Lettonia, Lituania e Marocco che hanno richiesto missili HIMARS e ATACMS. Mentre il Pentagono e la Casa Bianca affermano che di essere in grado di soddisfare queste richieste, ma se si verificasse un conflitto ad esempio nel Pacifico questi missili dovrebbero essere immediatamente disponibili. Allo stesso modo, ci sono carenze di sistemi antiaerei, missili per Patriot e munizioni di vari calibri e ambienti militari calcolano che ci vorranno forse anni per ricostituire le scorte americane di munizioni e armi. Gli Stati Uniti potrebbero consegnare le scorte di armi all’ Europa, ma farlo disarmerebbe di fatto le truppe USA e indebolirebbe in modo cruciale la NATO. Quindi, che lo facciano è altamente improbabile. Quindi l’impressione di vari commentatori è che quello di Joe Biden sia un tentativo disperato e last minute prima della sua sostituzione a fine gennaio. Ove i finanziamenti non venissero approvati o rimandati Zelensky si renderà conto che il sostegno all’Ucraina da parte degli Stati Uniti è a un bivio cruciale e che i tentativi ucraini di spremere di più da Washington non avranno successo. Non sappiamo se questo basterà a convincerlo a parlare con i russi anche perché ogni dialogo è vietato dalla Costituzione Ucraina che dovrebbe venir modificata, ma questo un dettaglio superabile mentre le prospettive reali sono la via diplomatica o le stesse dimissioni di Volodia se il suo Paese fosse sull’orlo del collasso.
