Si è concluso l’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, svoltosi a Busan, in Corea del Sud. La conversazione è durata un’ora e 40 minuti.
I leader di Cina e Stati Uniti non hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dopo i colloqui, ma all’uscita, si sono scambiati una lunga e amichevole stretta di mano. Il presidente americano ha accompagnato il suo omologo cinese alla sua auto, sussurrandogli qualcosa all’orecchio durante il viaggio.
Trump si è poi diretto alla sua auto, che lo ha portato all’Air One nelle vicinanze, già pronto per il decollo. Trump ha lasciato immediatamente la Corea del Sud.
All’inizio del colloquio, il leader americano ha affermato che Stati Uniti e Cina avevano raggiunto un punto d’incontro su diverse questioni e che questo processo sarebbe proseguito durante i colloqui.
Sottolineando di aver instaurato un rapporto cordiale con il presidente cinese, ha anche espresso la speranza che durante i colloqui si raggiungesse un accordo commerciale, descrivendo la sua controparte come un duro negoziatore.
Da parte sua, Xi Jinping ha affermato che la cooperazione tra Pechino e Washington porterà la Cina e gli Stati Uniti al successo e alla prosperità e sottolineato di aver sempre cercato una partnership con gli americani.
Secondo il presidente cinese, il rafforzamento del suo Paese non contraddice il principio MAGA – “Make America Great Again” – sostenuto da Donald Trump.
Durante il volo dell’Air One Trump ha risposto alle numerose domande dei giornalisti affermando che i dazi americani sui prodotti cinesi dal 57% passeranno al 47% in cambio della ripresa degli acquisti di soia dagli Stati Uniti da parte di Pechino; del mantenimento del flusso di esportazioni di terre rare e della repressione del commercio illecito di fentanyl.
Rammaricandosi del mancato incontro per mancanza di tempo con il leader nordcoreano Kim Jong Un ha confermato la sua intenzione di incontrarlo anche in tempi brevi appena se ne presenterà l’occasione. Trump, che aveva ripetutamente chiesto che l l’incontro con Kim avesse luogo durante questo viaggio, ma solo ieri dichiarava che i tempi non sarebbero stati rispettati
A settembre, Kim aveva manifestato “cari ricordi” nei confronti del Presidente american, affermando che non c’era motivo di evitare i colloqui con gli Stati Uniti se Washington avesse smesso di insistere affinché il suo Paese rinunciasse alle armi nucleari, ribadendo che non avrebbe mai abbandonato l’arsenale nucleare per porre fine alle sanzioni.
Alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero ripreso i test nucleari, Trump ha risposto che se altri paesi stanno effettuando test, allora anche gli Stati Uniti devono farlo, ma vorrebbe vedere la denuclearizzazione. “Penso che la de-escalation sarebbe, come la chiamerebbero, la denuclearizzazione, sarebbe una cosa straordinaria. E ne stiamo parlando con la Russia. E se facessimo qualcosa, anche la Cina si aggiungerebbe.”
Alla domanda se con Xi avesse parlato di Taiwan ha risposto “Non è mai stato menzionato”, mentre ha riferito che lui e Xi lavoreranno insieme sull’Ucraina.
Ora la domanda chiave è: che tipo di accordo, se ce n’è stato uno, hanno raggiunto i due leaders?
I mercati sono finanziari sono ottimisti nella speranza di una distensione delle tensioni commerciali, ma, secondo molti analisti statunitensi, potrebbe trattarsi di un déjà vu piuttosto che di un punto di svolta.
Il segnale di una certa insoddisfazione viene invece futures sulla soia di Chicago che sono crollati a causa della delusione per la mancanza di dettagli concreti sugli acquisti agricoli dopo l’incontro Trump-Xi. Il mercato si aspettava un accordo commerciale concreto che avrebbe ripreso gli scambi, ma evidentemente non ha avuto le risposte attese..
GIElle
