Economia e Lavoro

Consumi: Borsa Spesa, clima mite rilancia pesce, ortofrutta tra rialzi e ribassi

 

Torna l’appuntamento settimanale con La Borsa della Spesa, il servizio di BMTI e Italmercati, in collaborazione con Consumerismo No Profit, nato per affiancare i consumatori nelle scelte quotidiane, promuovendo una cultura dell’acquisto che unisca sostenibilità, risparmio e consapevolezza. Il ritorno del clima sereno e le temperature quasi primaverili di questi ultimi giorni stanno finalmente dando una boccata d’ossigeno al comparto ittico. Per quanto riguarda l’ortofrutta, invece, il quadro è ancora segnato dalle conseguenze lasciate dal ciclone Harry in Sicilia. Le piogge abbondanti e il forte maltempo, infatti, hanno danneggiato le colture di alcuni prodotti, facendo balzare i prezzi all’ingrosso. Tuttavia, tra la frutta consigliata questa settimana, i limoni varietà Primo Fiore, dopo i picchi di dicembre, tornano ad avere prezzi all’ingrosso regolari, tra 1,30 e 1,50 euro/kg. Prosegue spedita la campagna delle mele, che continuano ad avere prezzi all’ingrosso in leggero incremento di 0,10 euro/kg per le varietà di montagna, dovuto ad un aumento della richiesta a livello europeo. Mediamente, il prezzo all’ingrosso per le varietà più richieste, tra cui la Golden delicious e la Fuji, si attesta sui 1,90 euro/Kg. Anche i mandarini tardivi si avviano verso la fine della loro disponibilità, con quotazioni in calo del 6,7% rispetto alla scorsa settimana oscillando tra 1,30 e 1,70 euro/Kg, a seconda della loro dimensione. Inoltre, occorre approfittare delle ultime arance rosse siciliane che, vittime dell’eccesso di piogge, potrebbero terminare in anticipo la loro stagione. A dimostrarlo è la scarsità dei calibri piccoli nei mercati. Nonostante questo, per questi si registrano prezzi all’ingrosso su 1,30 €/kg e intorno ai 2,00 euro/kg per i calibri più grandi. Chi cerca convenienza nel reparto verdure dovrebbe, inoltre, orientarsi verso i cavolfiori bianchi che, grazie a una frenata della domanda, vedono i prezzi scendere fino a 0,90 euro/Kg, anche meno nelle zone di produzione laziali. Molto interessanti anche la verza e il cavolo cappuccio, stabili sotto gli 0,80 euro/Kg e ideali per piatti nutrienti e a basso costo. Per le verze si conferma così un ribasso del 15% rispetto al 2025. Inoltre, resta regolare la produzione e il prezzo dei radicchi, con i tondi intorno a 1,30 euro/Kg e il lungo precoce sui 2 euro/Kg. Regolari anche i finocchi campani e pugliesi e il porro che, grazie ad una staticità della richiesta, mantengono prezzi all’ingrosso intorno a 1,30 euro/kg (-7,3% rispetto allo scorso anno per quanto riguarda i porri). Nel settore ittico, dopo settimane di fermo causato dal maltempo che ha colpito duramente soprattutto il versante tirrenico, le imbarcazioni hanno ripreso le attività. Sebbene la disponibilità di prodotto stia lentamente aumentando, i prezzi della maggior parte dei prodotti restano ancora mediamente elevati. Nonostante questo, è possibile trovare ottime opportunità nei prodotti di stagione meno blasonati. In questo periodo si segnala, infatti, una grande abbondanza di razze, proposte a prezzi estremamente competitivi all’ingrosso, che oscillano tra i 4,00 e i 6,00 euro/Kg a seconda della pezzatura, confermando un calo del -12,5% in una settimana e del -14,3% in un anno. Si tratta di un prodotto versatile, ideale per molte ricette della tradizione. Prezzi all’ingrosso in calo del 16,7% in una settimana per il cefalo dorato o lotregano, disponibile oggi a circa 2,50 euro/kg mentre le alacce, simili alle sardine, si confermano una scelta imbattibile restando sotto la soglia dei 2,00 euro, in calo del 13,6% rispetto alla scorsa settimana. Per quanto riguarda i crostacei, le pannocchie mostrano una grande varietà di offerta: si parte dai 4,00 euro/Kg per le pezzature più piccole fino ai 11,00 euro/kg per quelle grandi e vive. Stabili anche i murici, noti come “bocconi” specialmente nel cagliaritano e perfetti per i sughi, che si attestano sui 5,00 euro/kg. Infine, sempre consigliata l’ostrica nazionale, che conferma una forbice di prezzo che va dai 4,00 ai 20,00 euro/kg, in base al loro areale di provenienza, caratteristiche organolettiche e calibro. Tra le carni, si confermano stabili rispetto alle ultime due settimane i prezzi del petto di pollo, tra 7,40 e 7,80 euro/kg e della fesa di tacchino, tra 9,30 e 9,70 euro/kg grazie ad un equilibrio tra domanda e offerta. In calo, invece, i prezzi all’ingrosso del quarto posteriore di vitellone, tra 8,16 e 8,26 euro/Kg.

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