La guerra di Putin

Crisi russo-ucraina, l’Europa incerta fra proclami di guerra, sollecitazioni di Biden e offensiva di Mosca

 

Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di“ballon d’essais”all’Europa incoraggiando Emmanuel Macron a proporre l’idea di inviare truppe NATO in Ucraina per salvarla in qualche modo dall’offensiva di Mosca.

 

Una intenzione di cui nemmeno si sarebbe parlato nei circoli più responsabili fino al fallimento della controffensiva ucraina e al crollo della difesa di Avdiivka.Ora è ovvio che la Russia ha accelerato il ritmo delle sue operazioni e sta conquistando porzioni di territorio sempre maggiore.

 

Attualmente Kiev ha notevoli problemi di manodoperae il suo tentativo di utilizzare mezzi coercitivi per radunare potenziali reclute sta causando opposizione nel paese, soprattutto nelle principali città comeOdesa, Kharkiv e Kiev.

 

Il problema per Washington è che attualmente mancal’unanime consenso dei Paesi Natosul che fare in Ucraina. Le rivelazioni sui dialoghi fra gli alti  ufficiali militari tedeschi per l’attacco al  ponte di Crimeacon i missili Taurus (vedi articolo ORE12), stanno erodendo la credibilità del governo tedesco a livello internazionale e in patria.

 

Lloyd Austin, il segretario alla Difesa americanotestimonierà a Capitol Hill, sostenendo che se la Russia “vince” in Ucraina, molto presto i russi attaccheranno il territorio della NATO, suggerendo che i primi attacchi potrebbero essere contro gli stati baltici.

 

Austin sa che non ci sono prove a sostegno della sua tesi. Lo stesso tipo di affermazioni, provenienti anche dai leader europei, si basano susupposizioni prive di riscontri. Anzi, Putin, parlando  sullo stato della Federazione, ha decisamente affermato che la Russia non ha intenzione di attaccare l’Europa.

 

Austin e il Pentagono sono quindi di fronte a un dilemma: cosa possono fare gli Stati Uniti per salvare l’Ucraina, senza una provocazionedi portata significativa tale da giustificare un intervento della NATO?

 

Washington non può inviare truppe in Europa scatenando una guerra nel continente, soprattutto dopo che Putin ha avvertito che  se ci fosse un conflitto europeo la Russia potrebbe usare le sue armi nucleari “tattiche”con relativa risposta della Alleanza.

 

Per il momento la NATO esorta Kiev a utilizzare le armi fornite dalla perattaccare le città russe, come è evidente tentando di abbattere il ponte sullo stretto di Kercho altre infrastrutture critiche.

 

L’invio di truppe della Alleanza in prima linea, non può essere nascosto dietro una facciata di non intervento magari anche negandolo. Su quali basi le truppe della NATO potrebbero farla franca senza provocare un contrattacco russo?

 

Con la costante avanzata militare russa e le crescenti turbolenze in Ucraina, il rifiuto di tenere elezioni, l’incarcerazione di oppositori e una serie di misure impopolari, il potere di Zelenskyj sta entrando in zona critica e i russi potrebbero vedere un’opportunità per una transizione verso un’altra a leadership, incline a stringere accordi con Mosca.

 

Ma Zelenskyj  non può farlo: è troppo impegnato a espellere fino all’ultimo russo dal territorio ucraino e a chiedere processi per crimini di guerra compiuti da Mosca, dichiarando di non voler trattare con la Russia e mettendo a rischio la sua stessa sopravvivenza politica.

 

In queste circostanze, il Pentagono potrebbe salvarlo spostando il suo governo a Lvov, ai confini con la Polonia, ben lontana dalle operazioni militari in corso, spostamento che potrebbe rappresentare il primo asso verso la caduta del Presidente ucraino con grande soddisfazione di Putin.

 

Se a Kiev dovesse subentrare qualcuno come il generale  Zaluzhnysignificherebbe che la permanenza di Zelenskyj a Lviv sarebbe breve e successivamente se ne potrebbe andare in una dorata pensione altrove.

 

Dal punto di vista della NATO e del Pentagono, un simile processo richiederebbe del tempo, forse anche un anno, consentendo a Biden di resistere fino alle elezioni americane del prossimo novembre, evitandogli  un’altra debacle come in Afghanistan.

 

Non è nemmeno escluso che la situazione militare in Ucrainapossa stabilizzarsise i  russi decidessero  di attenderefino a dopo le elezioni americane, ma al momento ciò sembra improbabile perché l’opinione pubblica russa  comincia a chiedere la conclusione della cosiddetta“operazione militare speciale”.

 

Al momento non c’è motivo di credere che Putin e l’esercito russo rallentino o arretrino, quindi   il salvataggio anche temporaneo di Zelenskypotrebbe salvare la faccia di USA e NATO.

 

Le alternative rimangono due.

La primaquella di investire ancora militarmente e finanziariamente sull’Ucraina almeno fino alle elezioni americanescaricando i costi sull’Europa. Significativa è la pressione di Biden per scongelare in favore di Kiev i fondi russi bloccati dall’inizio del conflitto. Manovra furbesca perché l’80% di questi fondi è in Europae non negli Stati Uniti che potrebbero tranquillamente sostenere le successive e probabili turbolenze dei mercati finanziari.

 

La secondaè l’invio, più o meno coperto, di truppe NATO (comunque già presenti in ucraina a livello di mercenari e consiglieri) sino all’uso di atomiche tattiche che desertificherebbero non solo l’Ucraina, ma parte dell’Est europeo, senza alcuna garanzia di vittoria. Anzi, destabilizzando la situazione geopolitica globale che non è più egemonizzata dagli Stati Uniti.

 

GiElle

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