La guerra di Putin

  Crisi russo-ucraina si fa largo al buio la mediazione di Orban sponsorizzata da Pechino, l’Ue non sosterrà l’iniziativa ungherese

 

Il potente ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo ungherese Peter Szijjarto e ha ufficialmente riconosciuto il ruolo di Budapest nella mediazione per porre fine alla guerra all’Ucraina. Wang ha spiegato che “tutte le parti dovrebbero raggiungere quanto prima un consenso sui principi di non espansione del campo di battaglia, di non escalation e di non soffiare sul fuoco per creare le condizioni per un cessate il fuoco e la ripresa dei colloqui di pace”, secondo quanto riporta la Xinhua. Il capo della diplomazia cinese ha anche espresso la volontà di serrare i ranghi con l’Ungheria per “raccogliere più forze che sostengono la pace, raggiungere un discorso più razionale e procedere verso una soluzione politica”. Da parte sua Szijjarto ha informato Wang del suo punto di vista sui “recenti sforzi dell’Ungheria” nei confronti dell’Ucraina, ha elogiato il ruolo della Cina come forza a sostegno del raggiungimento della pace e ha concordato sulla necessità di gettare le basi per una soluzione politica. Il colloquio è avvenuto una settimana dopo che il primo ministro ungherese Viktor Orban, anche presidente di turno del Consiglio dei ministri dell’UE, ha visitato la Cina nell’ambito di un tour incentrato sull’Ucraina. Orban aveva incontrato il suo omologo cinese, Xi Jinping, che gli aveva detto che la comunità internazionale deve “creare le condizioni per un dialogo diretto” tra Russia e Ucraina perche’ “tutte le parti sono interessate a cercare una soluzione politica attraverso un cessate il fuoco tempestivo”. Dall’inizio del conflitto, la Cina ha assunto una posizione ambigua riguardo alla guerra in Ucraina, chiedendo il rispetto dell’integrità territoriale di tutti i paesi, compresa l’Ucraina, e il rispetto delle “legittime preoccupazioni di sicurezza” di tutte le parti riferimento alla Russia. Va detto però che tutto questo non avrà il sostegno dell’Ue. “Prendo nota delle tue idee e dei tuoi suggerimenti. Tuttavia, vorrei sottolineare i seguenti punti e chiarire le cose”. Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, risponde in una lettera alla missiva del premier ungherese, Viktor Orban, in cui tracciava le sue linee per un piano di pace dopo gli incontri a Mosca, Pechino e Mar-a-Lago. “La posizione dell’Ue sull’Ucraina è stata concordata all’unanimità dal Consiglio europeo ed è stata confermata l’ultima volta a giugno”, in occasione dell’ultimo vertice dei capi di Stato e di governo svoltosi il 27 e 28 del mese scorso, poco prima che il Belgio passasse il testimone all’Ucraina. “Abbiamo fornito sostegno all’Ucraina per difendersi dalla guerra di aggressione della Russia e proteggere la sicurezza europea, come previsto dall’Agenda strategica” dell’Ue, evidenzia. In secondo luogo, afferma che la presidenza di turno del Consiglio “non svolge alcuna funzione rappresentativa dell’Unione sulla scena internazionale e non ha ricevuto alcun mandato dal Consiglio europeo per agire a nome dell’Unione”. In terzo luogo, Michel dice a Orban: “Non posso accettare la tua affermazione secondo cui abbiamo portato avanti una ‘politica favorevole alla guerra’. E’ esattamente il contrario”. Sottolinea che “la Russia è l’aggressore e l’Ucraina è la vittima nell’esercizio del suo legittimo diritto all’autodifesa”. Orban, relazionando sull’esito della sua missione di pace, aveva riportato le dichiarazioni del presidente cinese, Xi Jinping, e del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, secondo cui “l’intensità del conflitto militare aumenterà radicalmente nel prossimo futuro”.

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 14.22

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