di Balthazar
Le nuove sanzioni dell’UE e del Regno Unito contro la Russia sotto molti aspetti sono un’estensione delle quelle adottate in precedenza. Sicuramente il nuovo r il 17° pacchetto è il più ambizioso di quello del 2022, come ha dichiarato il 20 maggio l’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Kaja Kallas.
La novità è invece rappresentata da quelle imposte alla Surgutneftegaz, che è stata inclusa nell’elenco SDN (pecially Designated Nationals and Blocked Persons) nel gennaio 2025.
Le sanzioni inoltre riguardano altre 189 navi, società impegnate nel trasporto di petrolio e prodotti petroliferi e la compagnia assicurativa russa VSK che assicura queste petroliere. Con l’adozione delle ultime sanzioni, il numero complessivo di petroliere soggette alle restrizioni dell’UE ha raggiunto ora le 342 unità.
L’elenco comprende anche tre petroliere GNL della serie North, che NOVATEK ha iniziato a utilizzare negli ultimi mesi per il trasbordo side-to-side nei pressi dell’Isola di Kildin a nord della Carelia russa ovvero la North Moon e la North Ocean e North Light.
Entrambe sono state tutte costruite l’anno scorso nel cantiere navale sudcoreano Hanwha Ocean., mentre il trasbordo da nave a nave nelle acque russe, è sempre più utilizzato da NOVATEK in seguito al divieto di trasbordo nei porti europei per le consegne verso paesi terzi.
Da parte russa si sostiene che queste particolari sanzioni sull’energua non avranno un impatto significativo sulle operazioni della flotta, poiché le restrizioni sono di natura puramente regionale e obbligatorie solo per le aziende europee.
Infatti che dal dicembre 2022 le navi che violano il tetto massimo di prezzo di 60 dollari al barile non potranno essere assicurate nell’UE e non utilizzeranno le infrastrutture europee. Di conseguenza tali petroliere operano al di fuori dell’Europa e collaborano con assicuratori russi e asiatici.
Secondo la valutazione degli economisti russi , il mercato petrolifero potrebbe reagire ampliando temporaneamente sull0 sconto del petrolio russo rispetto al Brent per un massimo di diversi dollari al barile. Ma si prevede che entro tre o quattro mesi tale divario inizierà a ridursi gradualmente, in assenza di nuove restrizioni che comunque potrebbero venire adottate.
. Per quanto riguarda i volumi di produzione ed esportazione, gli esperti sottolineano che sul mercato globale operano circa 10.000 petroliere disponibili per il noleggio, il che rende poco probabile che le restrizioni causino interruzioni significative alla logistica. Pertanto da Mosca si prevede che le azioni dell’UE possono essere viste come una fase preparatoria in vista di misure eventualmente più severe.
Negli ultimi mesi, i paesi europei hanno testato la risposta della Russia ai tentativi di trattenere petroliere in acque internazionali, tra le quali il Mar Baltico.
Quindi lo status di nave non autorizzata potrebbe diventare la base formale per bloccare il passaggio attraverso lo stretto danese e limitare le esportazioni di petrolio attraverso la rotta baltica che svolge un ruolo chiave nelle esportazioni russe di petrolio e prodotti petroliferi, rappresentando circa il 35% delle consegne.
Dal 20 maggio anche due aziende di pesca, la Norebo holding di Vitaly Orlov e la Murman SeaFood, sono state colpite dalle sanzioni, le prime dirette contro gli operatori di questo mercato. Il motivo per l’introduzione delle restrizioni era, tra le altre cose, il modello di movimento delle navi, che l’autorità di regolamentazione europea riteneva atipico per l’attività principale.
Secondo l’UE, le navi Norebo sono dotate di tecnologie utilizzate per lo spionaggio nel Mare del Nord e nel Baltico, mentre la società negava queste affermazioni come “false accuse”.
Ma a Mosca non mancano preoccupazioni anche per il divieto al naviglio di pesca russa che impedirà di riparare e scaricare il pesce nei porti. europei
Il mercato dell’UE è uno dei cinque principali mercati per l’industria ittica russa. Secondo Eurostat, nel 2024 le esportazioni di pesce e frutti di mare dalla Federazione Russa all’UE hanno raggiunto le 180 mila tonnellate, con un calo del 10% rispetto all’anno precedente. In termini monetari, la cifra è scesa del 20%, attestandosi a 700 milioni di euro.
Il 20 maggio, il Regno Unito ha imposto anche sanzioni a decine di depositari e conservatori del registro, in particolare Surgutinvestneft, VTB Registrar, VTB Specialized Depository, R.O.S.T. e il depositario speciale Infinitum. Questi sono già soggetti alle sanzioni degli Stati Uniti. “.
La DIA americana ha dichiarato che le sanzioni imposte non incidono sulle sue attività, mentre quelle britanniche potrebbero avere un effetto negativo sulla capacità di recuperare i beni dalle banche fallite, poiché l’accesso alla giustizia inglese sarà limitato. .
Tuttavia numerose sono anche le sanzioni gli amministratori e i CEO di altre società e multinazionali russe colpite, che comunque non dovrebbero subire conseguenze rilevanti. operando giò anche con Paesi quali USA, Canada, Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Polonia.
Ima n particolare l’’UE ha incluso nell’elenco anche il Centro principale delle radiofrequenze (GRChTs), subordinato al Roskomnadzor. Nella nota esplicativa dell’elenco si afferma che il GCRF è una delle principali organizzazioni che contribuiscono al processo decisionale sull’uso e la supervisione del settore delle radiofrequenze.
“Recentemente, le interruzioni del segnale GPS in diversi paesi europei sono state collegate ad attività di guerra elettronica condotte da Kaliningrad, tra cui jamming e falsificazione dei segnali GPS, che hanno interessato principalmente gli Stati baltici. Queste azioni hanno compromesso il funzionamento dell’aviazione civile“, si legge nel comunicato UE.
Altri economisti sono preoccupati della crescente pressione esercitata sui cittadini stranieri (anche provenienti da Cina ed Emirati Arabi Uniti) , mentre stanno per essere introdotte sanzioni di blocco contro le aziende provenienti da Paesi amici della Federazione Russa e si prevedono restrizioni soprattutto nel continent di operatori africani.
