Esteri

Francia, solo un miracolo può salvare il Governo Barnier

La fine del brevissimo governo  di Michel Barnier (nella foto) primo ministro sembra inevitabile, mentre il suo governo si avvia verso un voto di sfiducia che  entro la fine della settimana. 

Un voto ad alto rischio in parlamento dell’Assemblea Nazionale che potrebbe innescare una crisi finanziaria per la seconda economia più grande d’Europa destabilizzando la stessa UE nonostante il primo ministro francese abbia tentato di rassicurare i mercati finanziari.

 

Lunedì, Barnier ha utilizzato una controversa manovra costituzionale per aggirare il parlamento, in risposta, l’opposizione di sinistra ha presentato una mozione di sfiducia, che sarà messa ai voti mercoledì o giovedì,ma  quando la sinistra del  Nuovo Fronte Popolare e il partito di estrema destra Raggruppamento Nazionale, hanno avvertito che voteranno per rovesciare il governo. 

“I francesi ne hanno abbastanza di esser e picchiati e maltrattati… non possiamo lasciare le cose come stanno”, ha detto ieri ai giornalisti Marine Le Pen, annunciando che il suo partito avrebbe votato per rovesciare il governo Barnier.  Se il parlamento dovesse davvero estromettere Barnier, sarebbe la prima volta dal 1962 che un governo viene umiliato da  un voto di sfiducia.

Lunedì, il partito di estrema destra Rassemblement National, ha cercato di strappare un’altra concessione  chiedendo che la decisione di deindicizzare le pensioni in base all’inflazione venisse rinviata,ma  Barnier non ha accettato la proposta che gli sarebbe costata diversi miliardi di euro.

Si ricorda che Barnier fu nominato dal presidente Macron a settembre in nel tentativo di trovare una via d’uscita dalla crisi politica innescata dallo stesso presidente francese che aveva indetto elezioni anticipate dopo la sua sconfitta   alle elezioni europee.

Solo che  Barnier sino ad oggi ha retto solo  con il fragile sostegno della coalizione di Macron e dei conservatori, mentre il Nuovo Fronte Popolare, che ha vinto la maggior parte dei seggi alle elezioni anticipate, giurava di far cadere un  governo che sembrava reggere  esclusivamente con il sostegno indiretto della signora  Le Pen, che invece ha deciso di  affossarlo.

A questo punto sembrerebbe sia giunto il momento di elezioni anticipate, ma in Francia non funziona così. Infatti la patata bollente  tornerà in mano a Macron  il cui mandato scadrà nel 2027e, qualunque cosa accada, può riprendere i colloqui per nominare un nuovo governo.

Inoltre, anche se volesse, il Presidente  non può indire nuove elezioni parlamentari perché ha già innescato un voto anticipato a luglio, che  per la  Costituzione francese, significa che non può indire nuove elezioni prima della prossima estatea meno che Macron si dimetta, il che appare improbabile.

 

Quindi Macron nominerà semplicemente un nuovo primo ministro, ma ma non è così semplice.

L’Assemblea nazionale francese è divisa in tre blocchi politici: i centristi di Macron, il Rassemblement National di estrema destra e la coalizione di sinistra. I tre gruppi si rifiutano di collaborare fra loro, il che significa che qualsiasi nuovo governo potrebbe essere rovesciato in pochi giorni.

 

Escluso che  i centristi possano votare  un candidato di centro-sinistra, Macron potrebbe nominarne un altro di destra, molto simile a Barnier, che avrebbe il sostegno dei centristi e dei conservatori e che, come Barnier, potrebbe cercare di ingraziarsi Le Pen con notevoli concessioni. .

Dopo la crisi a Berlino con le prossime elezioni a primavera e quella francese l’Europa pare avviarsi verso un clima di incertezze con due paesi indeboliti sotto il piano industriale e finanziario, ma con Parigi gravata da un debito pubblico monstre.

I mercati sono stati turbati anche se l’agenzia di rating S&Pha affermato che “l’economia del paese rimane resiliente nonostante l’incertezza politica”,eppure  Commissione europea l’anno scorso  ha sottoposto la Francia a una procedura per deficit eccessivo, ma successivamente i tagli al bilancio.  proposti da Barnier.

Il quale per ingraziarsi la Destra  non ha faranno altro che peggiorare il deficit, bloccando l’aumento pianificato delle tasse sulla elettricità e approvando il rimborso per determinati tipi di farmaci.

Tuttavia  Barnier o il suo successore possono ancora garantire che la Francia abbia un bilancio per l’anno prossimo, grazie ad alcuni meccanismi quali  una “legge speciale”che consenta all’esecutivo di riportare il bilancio dell’anno precedente per alcuni mesi, fino all’approvazione di uno nuovo.

Se non fosse che anche che la  legge speciale ha bisogno  dell’approvazione parlamentare,  ma il copiaincolla del bilancio di quest’anno su quello dell’anno prossimo non farà altro che aumentare il deficit del paese.

Balthazar

Related posts

Ribera: Trump contro le politiche ambientali di Biden, ma la UE perseguirà le sue

Redazione Ore 12

+++ Bombardieri Usa arrivati al confine con la Russia +++

Redazione Ore 12

  UNICEF sulla situazione dei bambini nella Striscia di Gaza dopo due mesi di blocco degli aiuti

Redazione Ore 12