Esteri

  Gaza e Cisgiordania, almeno 900 morti dalla fine della tregua

 

E’ salito a quasi 900 il bilancio delle vittime della nuova offensiva israeliana a Gaza, dopo la rottura unilaterale della tregua. A quanto reso noto dal ministero della Sanità e riportato dall’emittente al Jazeera, dal 18 marzo negli attacchi israeliani 896 persone sono rimaste uccise e 1.984 ferite.

Ed a proposito di una possibile nuova tregua L’emittente pubblica israeliana Kan riferisce che i mediatori vedono la volontà di alcuni membri anziani di Hamas di rilasciare un piccolo numero di ostaggi per garantire un cessate il fuoco durante la festa di fine Ramadan dell’Eid al-Fitr. La rete riconosce che non è ancora chiaro cosa Hamas chiederà in cambio di coloro che rilascia, anche se afferma che tra gli ostaggi liberati ci sarebbe l’americano-israeliano Edan Alexander. Secondo l’emittente israeliana, l’accordo potrebbe anche avere meno a che fare con l’Eid al-Fitr e più a che fare con le proteste scoppiate contro Hamas in tutta Gaza negli ultimi giorni. Un cessate il fuoco, anche di diversi giorni, consentirebbe ad Hamas di tenere sotto controllo le proteste, sostiene la rete. Intanto decine di riservisti del Corpo Medico israeliano hanno annunciato in una lettera che non torneranno a combattere a Gaza. La lettera, pubblicata dal sito dell’emittente israeliana Kan, e’ stata firmata da medici e paramedici del grado di tenente colonnello e inferiori. Motivo del rifiuto a riprendere il servizio, “l’acquisizione di territori e la richiesta di colonizzarli, in violazione del diritto internazionale”, si legge, cosi’ come la mancanza di progressi verso la seconda fase dell’accordo con Hamas per il cessate il fuoco e la restituzione degli ostaggi. La guerra, scrivono, sta durando “oltre ogni logica”, provoca danni “ai cittadini di entrambe le parti e al tessuto sociale israeliano, e mette in pericolo la sopravvivenza dello Stato di Israele per gli anni a venire”.

aggiornamento la crisi mediorientale ore 15.07

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